Mancano meno di 24ore al varo della Finanziaria 2007 ma la manovra sembra ancora incagliata, priva del via libera da parte di alcune forze politiche della maggioranza. In primis c'è il "no" di Clemente Mastella, leader dell'Udeur e ministro della Giustizia che mette le mani avanti e fa sapere che se non ci saranno modifiche la legge di bilancio, così come è stata prospettata non sarà votata dal suo gruppo. E una minaccia analoga arriva da un altro esponente dell'esecutivo, il ministro dell'Ambiente e leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio.
Lo scontro si è acuito soprattutto negli ultimi giorni quando sono emerse le prime indiscrezioni sui contenuti della Finanziaria da 30 miliardi di euro per il 2007. Anche se il grosso della manovra fiscale è ancorato all'abolizione del secondo modulo degli sgravi, tra le novità della bozza della manovra c'è l'estensione dell'obbligo di copertura assicurativa sulle abitazioni private ai rischi derivanti da calamità naturali.
Una misura che anche il precedente governo ha provato ad inserire, senza successo, nelle ultime Finanziarie, riuscendo solo ad attivare un Fondo di garanzia che aveva l'obiettivo di avviare un regime assicurativo volontario. Ora, con la bozza di Finanziaria 2007, la copertura assicurativa contro i danni a fabbricati di proprietà dei privati viene estesa anche ai rischi derivanti da calamità naturali. . Conseguentemente si prevede la riduzione del fondo per la protezione civile di 50 milioni di euro per il 2007 e di 100 milioni a decorrere dal 2008.
"Al fine di garantire adeguati, tempestivi e uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati a uso abitativo, danneggiati o distrutti da calamità naturali - si legge nella bozza della manovra - vengono estese ai rischi derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati".
L'estensione della copertura vale per le polizze che verranno stipulate dopo l'entrata in vigore del regolamento attuativo di questa norma, entro 180 giorni dall'approvazione della Finanziaria, e comunque per tutte le polizze in vigore al 31 dicembre 2008.
Contro questa ipotesi si sono espressi i Verdi e Confedilizia.
''L'assicurazione obbligatoria contro i rischi derivanti da calamità naturali si configura come una nuova tassa sulla casa. È una disposizione che non possiamo accettare perchè le calamità naturali sono spesso causate dall'incuria nella gestione del territorio e dalla mancata prevenzione che devono essere a carico dello Stato''. E' quanto dichiara Natale Ripamonti, vicepresidente del Gruppo Verdi-Pdci del Senato. ''Diventa, inoltre, particolarmente odioso il riferimento - prosegue l'esponente dei Verdi - a qualsiasi tipo di danno causato da calamità: un conto sono i danni causati dallo straripamento di un fiume violentato da urbanizzazioni sbagliate, un altro e' quello dei danni causati da un terremoto in un zona sismica".
Anche Confedilizia critica le insistenti voci secondo le quali sarebbe prevista in Finanziari l'istituzione di una polizza obbligatoria contro i danni da calamità naturali. La Confederazione segnala che il Parlamento ha già varato, in materia, una specifica normativa (Finanziaria 2005) che istituisce un fondo di garanzia per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati destinati a qualsiasi uso, normativa di cui non è stato ancora emanato il previsto Regolamento attuativo. "Ragionare di sostituire integralmente un sistema assicurativo non ancora partito (e prima ancora che parta) e, quindi, neppur minimamente sperimentato, appare quantomeno prematuro, spiega Confedilizia.