Dopo il "parere motivato" di ottobre 2005, la Commissione Europea ha spedito all'Italia un nuovo avviso per le norme sulla assicurazione Rc Auto. Bruxelles ha infatti chiesto di nuovo al governo italiano di modificare la legislazione che regola le attività delle assicurazioni per auto. In particolare, si tratta della legge che impone a tutte le imprese assicurative abilitate di fornire l'assicurazione di responsabilità civile auto a tutte le categorie di assicurati in tutte le regioni.
Una richiesta trasmessa - come detto - sotto forma di "parere motivato" (che rappresenta la seconda fase della procedura d'infrazione del diritto comunitario) e alla quale l'Italia dovrà rispondere entro due mesi. In caso di mancata risposta soddisfacente, Bruxelles potrà adire la Corte di Giustizia europea.
Come si ricorda, un primo parere motivato era stato inviato a Roma lo scorso 17 ottobre dopo vari reclusami ricevuti dall'esecutivo di Bruxelles. Ma le autorità italiane - secondo l'Ue - anche se hanno risposto nei tempi dovuti non hanno soddisfatto del tutto le richieste della Commissione poiché per l'Italia "le norme adottate sono necessarie affinché tutti i guidatori possano ottenere l'assicurazione in tutte le parti d'Italia"
Nello specifico, la normativa italiana sull'Rc auto ha tutta una sua particolarità: impone infatti il cosiddetto "obbligo a contrarre" a tutte le imprese assicuratrici nostrane e a quelle straniere che vogliono entrare nel nostro mercato. Le compagnie sono cioè obbligate a prevedere polizze per tutti i cittadini, tutto il territorio, tutte le tipologie di rischio, tutti i tipi di veicoli, senza la possibilità insomma di concentrarsi solo in alcune Regioni o di specializzarsi, ad esempio, solo in motorini o tir. Un obbligo che - spiega Bruxelles - in alcune città ha fatto salire eccessivamente i costi delle polizze.
Un regime che invece per l'Ue è contrario ai principi sulla libertà tariffaria, disposti dalla terza Direttiva sulle assicurazioni non vita (92/49/CEE). Bruxelles - si legge in una nota - contesta cioè che "l'obbligo a contrarre la polizza sia legato all'obbligo per le imprese di assicurazione di calcolare le proprie tariffe conformemente alle basi tecniche utilizzate per la fissazione dei premi nel corso degli ultimi cinque esercizi".
In altre parole, dal momento che la norma sul controllo delle tariffe si applica anche ad imprese aventi la propria sede principale in altri Stati membri, la Commissione ritiene che il regime sia anche contrario al principio fondamentale del mercato interno del controllo dello stato d'origine.
Ma nel mirino dell'Ue sono finiti anche altri Paesi. Il commissario al Mercato Interno, Charlie McCreevy, ha infatti inviato altri 5 procedimenti di infrazione nel settore assicurativo a Finlandia, Francia, Cipro, Repubblica Ceca e ha inoltre chiuso un caso nei confronti della Grecia.