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Indennizzo diretto, l'Ania chiede un rinvio

(31/07/2006)

Più tempo. Questa la richiesta che l'Ania (l'Associazione delle compagnie assicuratrici) ha rivolto al presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà. Il punto del contendere è sempre lo stesso: l'indennizzo diretto, vale a dire la procedura che consente agli automobilisti di essere rimborsati dei danni di un incidente direttamente dalla propria compagnia che si rivarrà successivamente su quella del danneggiante.

Nelle modifiche apportate dal Governo in un emendamento al decreto sulla competitività e relative al settore assicurativo si prevede infatti che questo meccanismo entri in vigore all'inizio del prossimo anno. Ma Giampaolo Galli, il direttore generale dell'Ania, ha tenuto a ribadire che è necessaria un'introduzione graduale del meccanismo perché non sole le compagnie non sono in grado di renderlo operativo in così poco tempo. Soprattutto, ha spiegato Galli, per le compagnie assicuratrici rimangono da risolvere le problematiche legate alle clausole contrattuali: il mantenimento della classe di rischio pagando il costo del sinistro, le franchigie e le clausole di rivalsa. Opportunità a favore del cliente che possono venire meno con l'indennizzo diretto perché subordinate al fatto che la compagnia di chi è responsabile di un sinistro ottenga informazioni sulle modalità dell'incidente, così da gestire i rapporti con i clienti.

Va in proposito ricordato che il nuovo regolamento prevede che i preventivi e le polizze per l'Rc auto dovranno indicare "in modo evidenziato la provvigione dell'intermediario nonché lo sconto complessivamente riconosciuto al sottoscrittore del contratto".

Punto quest'ultimo che si scontra con la volontà dell'antitrust che da tempo si è schierata contro qualsiasi scambio d'informazione tra le compagnie,considerandolo collusivo.

L'Ania ha quindi posto il problema al garante Catricalà che dovrà in breve trovare una soluzione anche perché dal 1° gennaio 2007 l'accordo Cid, la convenzione per l'indennizzo diretto che viene attualmente utilizzato quando si fa un incidente e le parti interessate raggiungono "amichevolmente" un accordo, cesserà la sua attività.


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