Nuova tornata di scioperi degli avvocati contro la legge Bersani. Così dopo le proteste di luglio, i legali torneranno a incrociare le braccia ancora per sei giorni, dal 18 al 23 settembre prossimo. La nuova agitazione è stata proclamata dall'Organismo unitario dell'avvocatura su mandato dei presidenti degli Ordini degli avvocati e delle associazioni rappresentative della categoria. L'astensione riguarderà tutte le udienze: civili, penali, amministrative e tributarie, salvi i casi previsti dal codice di autoregolamentazione degli avvocati.
Gli avvocati, che già avevano protestato contro il decreto Bersani ormai approvato dalla Camere in via definitiva, giudicano "del tutto insoddisfacenti" le modifiche apportate con la conversione in legge del provvedimento e "ben lontane da quelle richieste e attese dall'avvocatura".
"In assenza di qualunque novità positiva da parte del governo rispetto al Decreto Bersani e nella totale mancanza di dialogo non possiamo che confermare la nostra astensione" spiega il presidente dell'Oua Michelina Grillo, riferendosi al fatto che già a luglio la categoria aveva messo in cantiere i nuovi scioperi se la politica fosse rimasta sorda alle loro ragioni. "Abbiamo spiegato le nostre ragioni alla Commissione di Garanzia, consegnando un parere nel quale si muovono rilievi di illegittimità costituzionale della legge sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, nella parte in cui si applica alle astensioni forensi".
Ma nel mirino dei legali non c'è solo la legge Bersani. Si stanno moltiplicando anche iniziative di protesta contro l'indennizzo diretto e la ripresa del progetto delle class actions.
In particolare per quanto riguarda l'introduzione dell'indennizzo va ricordato che dal 1° febbraio 2007 partirà questo nuovo tipo di risarcimento del danno. L'automobilista danneggiato non dovrà infatti più rivolgersi all'assicurazione del danneggiante, ma alla propria impresa che provvederà a liquidarlo con tempestività, avendo, a sua volta, il diritto di rivalersi nei confronti dell'impresa del danneggiante. Gli effetti sono più tutele legate al rapporto fiduciario e maggiore celerità, la liquidazione immediata del danno all'assicurato, la diminuzione del costo dei premi Rc auto nel lungo periodo, l'eliminazione del costo legato al pagamento dei consulenti professionali in determinate circostanze.
Punto, quest'ultimo, poco gradito da avvocati, associazioni di infortunistica stradale e vittime della strada che ne hanno sempre osteggiato l'introduzione perchè - secondo loro - l'indennizzo "lascerà i danneggiati in balia delle compagnie assicuratrici".
In particolare è durissimo l'attacco che viene dall'Aneis (Associazione nazionale Esperti Infortunistica Stradale) che continua a definire il provvedimento "liberticida e anticostituzionale". L'indennizzo diretto, si legge in una nota "lederà profondamente i diritti delle vittime della Strada". Secondo l'Aneis, infatti "non sembra possibile che l'affidare alle società assicuratrici il compito di formulare la denuncia di sinistro, accertare e quantificare il danno con propri fiduciari, negando la rimborsabilità delle spese per assistenza tecnica e legale, liquidare le somme nel proprio esclusivo interesse, possa considerarsi rispettoso delle norme del codice civile e della Carta Costituzionale". L'Aneis invita quindi le associazioni a difesa dei consumatori ad un confronto sulla nuova norma.