La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia Ue in riferimento alla legge italiana che obbliga le compagnie assicurative del settore Rc auto a offrire polizze per tutte le categorie di assicurazioni in tutte le regioni del paese.
Lo ha annunciato l'esecutivo comunitario in un comunicato, nell'ambito di una più ampia azione Ue contro sei stati membri per la corretta implementazione delle norme comunitarie in campo assicurativo e delle pensioni. Bruxelles ha infatti ricevuto molte lamentele da parte di varie società secondo le quali queste disposizioni ostacolano l'accesso al mercato italiano.
Ma la decisione della Commissione Europea di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia era largamente prevedibile. È noto da tempo che, secondo la Commissione, l'obbligo in capo alle compagnie a contrarre (ossia ad offrire copertura assicurativa) esteso a tutte le categorie di assicurati e a tutte le regioni costituisce di per sé una limitazione ingiustificata della libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi. Secondo la Commissione, l'abolizione dell'obbligo aumenterà la concorrenza, apportando così benefici ai consumatori in termini di più ampia scelta di operatori e di premi più bassi.
Così se le argomentazioni della Commissione saranno accolte dalla Corte, cambierà in misura rilevante la configurazione dell'industria assicurativa italiana nel ramo auto, nel senso di una forte spinta nella direzione della liberalizzazione e di una ancor maggiore concorrenza nel quadro del mercato unico europeo.
Inoltre l'obbligo a contrarre è connesso ad un obbligo imposto alle imprese di assicurazione di calcolare le proprie tariffe conformemente alle basi tecniche utilizzate per la fissazione dei premi nel corso degli ultimi cinque esercizi. A giudizio della Commissione, tale regolamentazione distorce la concorrenza ed è contraria al principio della libertà tariffaria sancito dalla terza Direttiva Assicurazione non vita.
Pronta la replica del presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai che si dice fin da ora disponibile a collaborare con la politica per trovare una soluzione. "Comprendiamo - dice - le ragioni che hanno ispirato la normativa italiana volta a facilitare per tutti i cittadini la possibilità di ottemperare all'obbligo assicurativo. Comprendiamo d'altra parte le ragioni della Commissione, secondo la quale per tutelare questo diritto/dovere esistono meccanismi meno distorsivi della concorrenza e del mercato, peraltro ampiamente sperimentati nella generalità degli altri paesi europei. La scelta fra queste due istanze spetta alla politica, ma per parte nostra, riteniamo che esistano mediazioni possibili fra Italia ed Europa e siamo disponibili ad offrire ogni contributo tecnico per risolvere il problema".