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Il commento dell'esperto

Troppa informazione, nessuna informazione (2)

(16/05/2006)

di Giancarlo Cupane - presidente associazione "Civiltà e Finanza" (*)

E veniamo, invece, alla trasparenza dell'offerta di credito. Nel 2003 la Banca d'Italia ha definito norme precise al riguardo. A distanza di tre anni molti istituti applicano ancora tali norme in modo lacunoso nella forma e inefficace nella sostanza. E molte sono le critiche che ne sono per ciò derivate, sia da vari organi di stampa che da autorevoli associazioni di consumatori.

 

 Ma è tutta colpa di banche e finanziarie? Siamo proprio sicuri che la grande massa documenti informativi obbligatori che questa legge prescrive siano il modo migliore per assolvere questo delicato compito?

 

Voglio qui citare una passaggio del preambolo della nuova proposta di Direttiva Europea sul credito al consumo. All'articolo 5.4 si dice che , poiché è legittimo "… temere che un'informazione eccessiva possa essere fonte di confusione, alcune esigenze legate alle informazioni precontrattuali sono pertanto state soppresse dalla presente proposta". In pratica, non si informa un consumatore sommergendolo di carte incomprensibili, ma fornendogli informazioni precise ed essenziali.

 

Ricordo un professore universitario spiegarmi che un modello matematico, per essere chiaro e sintetico, utile alla decisione, non può essere troppo complesso e approfondito.

 

La produzione di materiale destinato al cliente che deve valutare un'offerta di prestito, invece, è peggiore della mappa del Mondo di Borges, che, essendo in scala 1 a 1, era certo la più completa, ma assolutamente inutilizzabile perché l'unico luogo dove dispiegarla era l'intero Mondo stesso. Peggiore perché spesso occupa più fogli di quelli richiesti dal contratto di finanziamento che deve presentare.

 

Lo scorso anno Assofin, l'associazione delle banche e delle finanziarie erogatrici di credito alla persona, ha commissionato a Gfk una ricerca sul tema. Tra le domande poste a due campioni di consumatori, il primo utilizzatore di credito, il secondo no, ce n'era una del tipo: "ritiene utile una legge sulla trasparenza nei prodotti finanziari?" In entrambi i casi, ovviamente, la risposta positiva è stata enorme, rispettivamente 97 e 93%. La domanda successiva era: "Secondo lei questa legge esiste già?" Domanda trabocchetto, visto che questa legge era stata emanata proprio pochi mesi prima. Ebbene, hanno risposto si solo il 23% del campione di clienti "esperti" e il 14% degli altri…

 

Ma se la Legge crea solo un simulacro di trasparenza, utile per lavare certe coscienze ma inutilizzabile dal consumatore, alcuni operatori hanno avuto il coraggio di andare oltre, interpretando lo spirito più della lettera di tale norma, e producendo informative davvero chiare e sintetiche, senza paura di perdere clienti a favore di chi si nasconde sotto montagne di carta.

 

Ci auguriamo che i consumatori li sappiano premiare, obbligando gli altri ad adeguarsi. Impariamo a pretendere il massimo di informazioni chiare e precise dagli addetti con cui veniamo in contatto, senza paura, se non soddisfatti in questa richiesta, di rivolgerci ad altri istituti.

 

Il mercato del credito vive oggi un periodo di grande concorrenza, che il cliente ne approfitti per pretendere il rispetto dei suoi diritti!

 

(2 - fine)

 

(*) Civiltà e Finanza ha lo scopo di riunire i mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria, per tutelarne e promuoverne il ruolo e la figura professionale e di diffondere la cultura dell'informazione a favore dell'intero mondo del credito


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