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Mutui

È boom di mutui, ma Siniscalco frena

(14/07/2005)

Continua la rapida espansione del credito al consumo: nel 2004 - ha sottolineato il presidente dell'Abi, Maurizio Sella, in occasione della 45esima assemblea della sua organizzazione - il ricorso delle famiglie a prestiti o mutui è cresciuto del 18%.

Un incremento riscontrato anche nell'attività bancaria con i finanziamenti che hanno superato i 360 miliardi di euro, la maggior parte dei quali costituiti proprio dai mutui per l'acquisto delle abitazioni cresciuti del 19,8%. Sono soprattutto i mutui a tasso variabile (i 4/5 di quelli in essere) -ha proseguito Sella - a spingere le famiglie ad indebitarsi con il tasso annuo effettivo globale ai minimi storici e al di sotto della media Ue: in Italia è, infatti, pari al 3,82% contro il 3,95% dell'area euro.

Ma la passione sfrenata per il mattone non nasconde pericoli: ai vantaggi derivati dal pagamento di rate di importo contenuto, si contrappongono i rischi connessi alla possibile futura risalita dei tassi. Rischio, questo, sottolineato anche dal Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio che intervenendo all'assemblea dell'Abi ha precisato che in Italia, rispetto agli altri Paesi, si verifica un'anomalia: nel ricorso ai mutui per l'acquisto delle case il comparto dei mutui a tasso fisso rimane ancora poco sviluppato.
L'80% dei finanziamenti concessi dagli istituti di credito, infatti, sono a tasso variabile o rinegoziabile entro un anno. In particolare - ha aggiunto il Governatore di Bankitalia - sospinto dai bassi tassi d'interesse, l'incremento del credito alle famiglie si colloca stabilmente attorno al 15% dalla metà del 2004.

Nel 2004 sono stati concessi nuovi mutui per 49 miliardi di euro, mentre nel primo trimestre dell'anno in corso il valore delle erogazioni è già superiore dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Fazio, inoltre, ha sottolineato che l'accesso al credito da parte delle famiglie è favorito anche dalle politiche commerciali delle banche. "Sotto lo stimolo della concorrenza, esse hanno diversificato l'offerta, adattandola alle esigenze dei clienti". Ma se il credito immobiliare, concesso da banche e società finanziarie, sta aumentando rapidamente, Fazio ricorda che "il grado di indebitamento delle famiglie italiane si colloca ancora su valori molto bassi nel confronto internazionale. Ed i rischi per il sistema finanziario derivanti dalla rapida crescita dei prestiti "sono contenuti".
Numeri alla mano, spiega Fazio, alla fine dello scorso anno il rapporto tra debiti finanziari delle famiglie e Pil era del 28% in Italia, a fronte di un valore medio per l'area dell'euro del 55% a attorno al 90% negli usa e Regno Unito.

Più cauto sul boom registrato dai mutui negli ultimi anni è il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco che, nel suo intervento all'assemblea dell'Abi, ha chiesto alle banche di indirizzare i risparmiatori verso investimenti più produttivi e non solo di consigliare loro titoli di stato o fondi immobiliari. Immediata la replica di Sella al ministro Siniscalco. I crack finanziari che hanno caratterizzato i primi due anni del nuovo millennio (si legga Cirio, Parmalat e Bond argentini) hanno lasciato il segno. Il timore condiziona, quindi, le scelte dei risparmiatori che chiedono solo investimenti sicuri, afferma Sella. Ma le banche, tuttavia - conclude il presidente dei banchieri - possono incidere, spiegando chiaramente ai risparmiatori il tipo di rischi a seconda dell'investimento.

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