Seduta in rialzo per Apulia Pronto Prestito che dopo i primi scambi, il titolo inizia le contrattazioni alle 11, guadagna poco più del 3% all’indomani dello scivolone del 2,88% nonostante la notizia che la società specializzata in prestiti ai lavoratori dipendenti ha deciso di richiedere a Banca d’Italia di poter diventare banca.
L’iter autorizzativo è stato intrapreso per “aver un accesso più agevole all’attività di provvista sui mercati nazionali ed internazionali” come spiegato dal CEO Tommaso Gozzetti. Il via libera alla trasformazione dovrebbe avvenire nel 2007 consentendo alla società un ulteriore miglioramento dei già positivi numeri di bilancio.
Proprio ieri il gruppo pugliese ha comunicato che i finanziamenti in essere sono cresciuti del 76% rispetto al 2005 mentre l’ammontare dell’erogato è più che triplicato raggiungendo a fine giugno la cifra di 174 milioni di euro, pari quasi a quanto erogato in tutto lo scorso anno.
Gli effetti sul titolo di queste positive news fondamentali sono stati pressochè nulli come testimoniato dalla discesa dell’azione ai minimi dello scorso febbraio di circa 1,7 euro, ben lontano dagli oltre 3,5 euro a cui il titolo veniva scambiato sulla scia di forzature speculative alla metà di marzo.
Dopo la forte correzione, apparentemente non ancora conclusa e che è stata accentuata dal recente decreto governativo su IVA ed immobili con il titolo che potrebbe spingersi fino a 1,5 euro, l’azione sta cercando un livello di supporto da cui ripartire. Primo obiettivo di un rimbalzo sono i 2 euro, resistenza la cui rottura potrebbe spingere l’azione fino a 2,5 euro.
Considerata l’elevata volatilità e le dimensioni della società, che capitalizza poco più di 400 milioni di euro, l’eventuale acquisto è consigliato ad investitori con buone conoscenze e disposti ad accettare un elevato livello di rischio.