Non subito, però si farà. I Paesi produttori di gas non hanno certo intenzione di cambiare idea e proseguono sulla strada della creazione di un cartello, sul modello dell'Opec, che possa quindi incidere su prezzi e forniture, come già succede per il prezzo del petrolio.
L'indicazione di voler procedere su questa strada è emersa dopo il forum di Doha, in Qatar, dove i Paesi più ricchi di gas naturale si sono seduti intorno ad un tavolo per discutere del progetto. Un progetto visto come il fumo negli occhi dai Paesi consumatori, nonostante l'obiettivo appaia ancora non realizzabile a breve termine, visto che i contratti del gas hanno durata tra 15 e 20 anni
Tuttavia la Fpeg, l'organizzazione informale dei paesi produttori di gas istituita nel 2001, ha deciso di istituire un comitato tecnico, un gruppo di esperti dei diversi Paesi, per studiare insieme le condizioni del mercato del gas.
Il comitato lavorerà sotto al presidenza della Russia, paese in cui dovrebbe poi svolgersi il prossimo forum. “Ci vorrà molto tempo”, ha detto il ministro algerino per l'energia, Chakib Khelil, spiegando che il nuovo gruppo di lavoro analizzerà il sistema dei prezzi, le infrastrutture, ed i rapporti tra produttori e consumatori di gas.
Il forum Fpeg riunisce una quindicina di Paesi produttori di gas naturale, tra cui Russia, Iran, Qatar, Venezuela e Algeria, che controllano il 73% delle riserve mondiali ed il 42% della produzione. Iran e Venezuela sono tra i Paesi che con più convinzione sostengono l'opportunità di creare un cartello, un progetto che è stato rilanciato dal governo iraniano lo scorso gennaio, e che al vertice di Doha ha trovato il sostegno dei ministri dell'energia di diversi Paesi.