Il dollaro va sempre più giù e continua a deprezzarsi su tutte le maggiori divise globali. Le nuvole nere, o quantomeno grigie, che gettano ombre sull'economia statunitense, con lo spettro di una possibile recessione che aleggia nei discorsi di analisti ed economisti, si traducono in pioggia sul mercato valutario.
Tanto che rispetto alla sterlina britannica il dollaro è calato su valori che non si registravano dai tempi del matrimonio tra Carlo e Diana e dell'assassinio di Sadat, cioè 26 anni fa. E neppure l'euro rimane a guardare, anzi si avvicina al picco storico di dicembre 2004, mentre anche lo yen giapponese guadagna punti sul biglietto verde.
Questa è la foto di gruppo del mercato valutario, che vede sullo sfondo le prospettive di rallentamento dell'economia americana, mentre si rafforza la tesi secondo cui la prossima volta che la la Fed, la Banca centrale americana, ritoccherà i tassi di interesse sarà per abbassarli.
Non tutti gli analisti sono disposti a condividere questa tesi, mentre sono molto più condivise le attese di aumenti da parte della Bce e della Banca centrale d'Inghilterra. Nell'area dell'euro i tassi di interesse stabiliti dalla Bce appaiono destinati a crescere, con un rialzo al 4% atteso per giugno e, forse, un altro al 4,25% prima di fine anno.
In Gran Bretagna sono già allo stesso livello dei tassi praticati dalla Fed, il 5,25%, ma dopo gli ultimi dati sull'inflazione, con una accelerazione al 3,1% su base annua a marzo, potrebbero essere ulteriormente aumentati dalla Bank of England. Gli aumenti dei tassi contribuiscono a rafforzare una divisa sul mercato dei cambi.
Nel frattempo la sterlina, che martedì aveva sfondato al rialzo quota 2 dollari, si è ulteriormente apprezzata fino a 2,0121. L'ultima volta che si erano registrati livelli paragonabili era stato a giugno 1981.
Intanto l'euro ha toccato un picco da 1,3614 dollari, livello che non si registrava dal record storico di 1,3666 toccato a dicembre 2004. E mercoledì il dollaro ha ceduto terreno anche sullo yen, calando a 118,66 da 118,95 registrato ieri in chiusura a New York.
Inoltre Washington ha appena portato un contenzioso contro Pechino davanti all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), presentando due ricorso per accuse di pirateria. Iniziativa che ha scatenato l'irritazione della Cina, che potrebbe decidere di ridurre la sua esposizione in asset denominati in dollari, una ipotesi, questa, che a sua volta contribuisce ad indebolire la valuta americana. Il Dragone è uno dei maggiori finanziatori globali dei titoli di Stato Usa.