Scocca l'ora delle correzioni per il Governo. Le annunciate modifiche al Decreto Bersani sono ora nelle mani della Commissione Bilancio del Senato. Ben 1.100 emendamenti: 550 presentati dalla maggioranza, 450 dall'opposizione e altri 100 dal relatore, Natale Ripamonti. Per la maggior parte, si tratta semplicemente di cambiamenti formali ma su alcuni aspetti è evidente il cambio di rotta. Come nel caso della riforma fiscale del mercato immobiliare.
Finora sono filtrate solo indiscrezioni, ma il primo testo di legge sembra destinato a cambiare volto. A partire dalla prevista sostituzione dell'Iva con la tassa di registro, non deducibile e da pagare contestualmente all'atto di compravendita. Una misura che ha suscitato le aspre polemiche degli operatori del settore, evidenziando un errore di valutazione da parte del Governo in termini di impatto delle nuove norme sull'intero settore.
Così, la strada scelta dall'esecutivo sembrerebbe essere quella di proporre un doppio regime fiscale. Diverse, però, le ipotesi che si rincorrono. Il Governo potrebbe decidere cioè di distinguere, ai fini della tassazione, gli immobili residenziali da quelli strumentali, oppure gli acquirenti privati dai soggetti Iva. Altra possibilità considerata dagli addetti ai lavori è quella di una scelta opzionale tra imposta di registro o Iva, con quest'ultima gravata da un'imposta aggiuntiva tra l'1% e il 3%.
Tra gli emendamenti presentati, inoltre, spunta anche la questione relativa alle agevolazioni previste per le ristrutturazioni edilizie che dovrebbero essere estese anche agli interventi volti a migliorare l'efficienza termica ed energetica degli stabili. Accanto allo sconto Irpef del 41%, troverebbe così di nuovo spazio l'Iva agevolata al 10%, eliminata dall'ultima Finanziaria.
Misure che Natale Ripamonti vorrebbe rendere permanenti in occasione della nuova manovra economica, da approvare entro dicembre. Tempi inferiori si profilano invece per le altre modifiche al pacchetto Bersani. Soprattutto se quella che risulta ormai un'ipotesi sempre più gettonata finirà per fare breccia tra le fila della maggioranza: procedere all'approvazione attraverso il voto di fiducia.