È una delle imposte più detestate dai contribuenti italiani, eppure grazie ad essa i comuni vedono rimpinguare le proprie casse. È l'imposta comunale sugli immobili, una tassa che secondo l'Adusbef costerà cara quest'anno ai proprietari di case: per la precisione ben 65 euro per famiglia.
Si tratta, in buona sostanza, di un rincaro che riguarderà soprattutto chi ha fatto una ristrutturazione, senza procedere al nuovo accatastamento o eseguendolo in modo errato, nei Comuni che hanno attivato procedure in questo senso.
Così facendo, verrà ad esempio rivisto l'accatastamento di tanti immobili che sono di lusso ma risultano ancora stalle, o case popolari senza bagno, anche in pieno centro storico.
Tuttavia, questo non è il solo aumento, dal momento che negli ultimi 10 anni, l'Ici è cresciuto del 33% contro un'inflazione, nello stesso periodo, del 26,7%: a conti fatti, dunque, si parla di un incremento reale del 6,3%.
I calcoli sono stati forniti dal sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, il quale è anche intervenuto sull'allarme lanciato dall'associazione dei proprietari immobiliari, Confedilizia, secondo cui "la revisione del catasto che il Governo sta mettendo a punto genererà un gettito di 30 milioni di euro che si ripercuoterà sul singolo contribuente per un importo dai mille ai 2.500 euro a immobile".
Il sottosegretario all'Economia ha però replicato sostenendo che al contrario la revisione del catasto ha "il preciso vincolo, scritto, dell'invarianza del gettito, tanto che, né nella delega né nella relazione tecnica sono state indicate maggiori entrate come effetto della riforma", entrate che dovrebbero entrare a regime dal 2009.
Sulla riforma è intervenuto anche Flavio Zanonato, rappresentante dell'Anci nella cabina di regia che si occupa della riforma e sindaco di Padova, affermando che "la riforma, con la legge delega collegata alla Finanziaria, ristabilisce equità e perequazione".
Più nello specifico, invece, l'associazione dei comuni italiani critica i dati di Confedilizia definendoli allarmistici.