Bankitalia e governo battono tutti i nemici con un netto 2 a 0. Dice questo il secondo giorno di votazioni alla Camera sul disegno di legge sul risparmio. Erano, infatti, due i temi politici sui quali da mesi si stava giocando la battaglia del disegno di legge più atteso dai risparmiatori italiani.
E alla fine su entrambi i fronti ha vinto Antonio Fazio con l'appoggio dell'esecutivo (frutto di un accordo-colazione di un mese fa tra il governatore di Bankitalia e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi).
In soldoni: il mandato del Governatore di Bankitalia resta a vita e la concorrenza bancaria non passa all'Antitrust del neopresidente Catricalà, ma è confermata di competenza della stessa Banca d'Italia.
Gli emendamenti al testo sono passati con ampie maggioranze. In entrambi i casi più di 200 voti favorevole circa 180 contrari e una manciata di astenuti. Tra i favorevoli il governo e i gruppi di maggioranza. Ma nonostante il voto compatto della Cdl non sono mancate le polemiche.
Come quando il vicepresidente di An Ignazio La Russa ha chiesto le dimissioni dei presidenti delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, Giorgio La Malfa e Bruno Tabacci. Rei, a detta di La Russa, di aver aspramente criticato l'operato del relatore del ddl sul risparmio Stefano Saglia (An), sull'emendamento relativo alle competenze sulla concorrenza bancaria.
E non si è fatta attendere la replica di Tabacci. ''I presidenti di commissione non sono sfiduciabili. Io, poi, quando sono stato rieletto a metà legislatura, ho ottenuto un consenso molto più ampio della maggioranza...Quindi".
La bagarre, insomma, è scoppiata. E in questo clima passa senza nessun cambiamento l'articolo 30 del disegno di legge. Quello sul falso in bilancio. L'altro tema caldo che passa quindi nel suo formato soft senza nessun inasprimento delle sanzioni.