BORSA E MERCATI FONDI & RISPARMIO CASA BANCHE E MUTUI LAVORO E PENSIONI ASSICURAZIONI FISCO SOLDI E FAMIGLIA IMPRESE
News Risparmio Guida ai fondi comuni Guide Speciali



Ddl risparmio e Bankitalia
  Speciali > Ddl risparmio e Bankitalia

Muraglie cinesi contro i conflitti

(08/03/2005)

INDICE
Riforma sul risparmio, atto secondo
Si allungano i tempi della legge sul risparmio
Ddl Risparmio, dalle parole si passa ai fatti
Il Ddl risparmio spinge la Borsa a Piazza Affari
Ciampi firma la legge sul risparmio
Ddl risparmio a colpi di fiducia
Quando il nocumento diventa grave
Ddl risparmio, concorrenza bancaria all'Antitrust
Il Ddl risparmio stringe su Bankitalia
Ddl risparmio, se ne riparla dopo la Finanziaria
Ddl risparmio, l'ultima strada porta alla Finanziaria
Ddl risparmio, slitta il voto alla Camera
Ddl risparmio, nuove modifiche in vista
Ddl risparmio, l'Abi alza la voce
Giro di vite sul falso in bilancio
Ddl risparmio, lo scontro passa alla Camera
Ddl risparmio, mandato a termine per il Governatore
Ddl risparmio, Siniscalco attacca Fazio
Riforma Bankitalia, mancano le coperture
Ddl risparmio, se ne riparla a settembre
Ddl risparmio, obbligo di prospetto per tutti
Ddl risparmio entro fine luglio
Il Ddl risparmio torna sui bond argentini
Parmalat via libera della Borsa
L'Antitrust critica il Ddl risparmio
Ddl risparmio e il caso Covip
La Confindustria boccia il Ddl risparmio
Anche il Ddl risparmio a difesa dell'italianità
I consumatori chiedono i Tango-bond nel Ddl Risparmio
Trasparenza: una questione di mentalità
Sul risparmio, messaggi preoccupanti
Titolo I del ddl
Per i piccoli azionisti una vittoria a metà
Muraglie cinesi contro i conflitti
False comunicazioni sociali
Falso in bilancio, tutto come prima
Troppi poteri alla Banca d'Italia
Conti dormienti, 'Giustizia è fatta'
Ddl risparmio a metà del guado
Tango-bond, la Camera boccia il risarcimento bancario
Ddl risparmio, Fazio vince su tutti i fronti
I conti dormienti andranno allo Stato
 

Sono quattro gli articoli, dal 7 al 10, che fanno parte del Titolo II sulle disposizioni in materia di conflitti di interesse e disciplina delle attività finanziarie, che dovrebbero fare luce sulle zone d'ombra che nel nostro Paese sono ancora presenti nei rapporti tra banche e imprese e tra banche e risparmiatori. 

Articoli che ora però devono ancora ricevere il via libera del Senato dopo quello ricevuto dalla Camera, e le possibilità che possano subire delle variazioni sono concrete. Rischia sopratutto l'articolo 8 del DDl, quello che regolamenta il conflitto di interesse tra banche e imprese:  il Senatore Grillo ha infatti sottolineato come in questa versione l'art. 8 abbia vincoli troppo stretti. Le posizioni critiche non mancano anche nel campo dell'opposizione,  ma sono focalizzate in misura maggiore sull'intero disegno, che a loro giudizio pecca di mancanza di coraggio.

Per quel che riguarda invece i conflitti tra banche e imprese i vincoli stretti sono pensati per evitare situazioni potenzialmente ambigue e pericolose come quelle che sono state messe in luce dagli scandali recenti, dove si sono rivelate chiaramente i molteplici conflitti d'interesse che finiscono per dominare e inquinare i rapporti tra banche e imprese e tra banche e risparmiatori.  

Per questo motivo sono state varate regole più stringenti a controllo del conflitto di interessi banche-imprese: in futuro i possessori di partecipazioni rilevanti in una banca non potranno dare in pegno a garanzia di crediti somme superiori ai tre quarti della partecipazione rilevante nella banca che concede il credito.

E' stata invece confermata la norma secondo la quale i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo in una banca, i quali ne siano azionisti, non possano essere debitori nei riguardi della stessa banca per un ammontare che superi il valore dei tre quarti delle partecipazioni detenute.

Posta anche maggiore attenzione sulle cosidette "Muraglie cinesi" nelle banche: la Consob, sentita Banca d'Italia, può disporre la separazione societaria delle attività di servizi di investimento prestati dalle banche dalle altre attività fornite dalla banca, come ad esempio l'erogazione di credito alle imprese.

In ogni caso ci deve essere la separazione contabile e gestionale per i servizi di investimento e sono previste sanzioni amministrative per il mancato rispetto delle norme.

Norme che servono ad impedire che la banca possa avvalersi del suo ruolo di collocatore e di gestore di portafogli della propria clientela per trasferire il rischio, da sé stessa ai propri clienti. Un intervento in questo senso è diventato quanto mai urgente alla luce degli scandali Cirio e Parmalat, quando il comportamento di alcune banche ha sollevato più di una perplessità. 


(riproduzione riservata)Invia a un amico Invia a un amico





homepage | borsa e mercati | fondi comuni | casa | banche e mutui | lavoro e pensioni | assicurazioni | fisco | soldi e famiglia | imprese

Tutto il materiale in questo sito è coperto da copyright. È vietata la riproduzione anche parziale.