"La separazione dei compiti di antitrust tra l'Autorità per la Concorrenza e la Banca d'Italia, che viene confermata nell'ultima stesura del Ddl risparmio, ha sollevato incongruenze sistematiche di un certo rilievo, anche alla luce dell'evoluzione dei mercati finanziari. La conseguenza è che, da un lato, l'attuale riparto di competenze non è sempre compiutamente chiaro alle imprese e, dall'altro, sussiste, sia pure, sino ad oggi, solo potenzialmente, il rischio di possibili sovrapposizioni di delibere contrastanti sulla medesima materia da parte delle due istituzioni".
E' quanto afferma l' Autorità Antitrust in una lettera contenente le osservazioni sul Ddl Risparmio inviata alla commissioni competenti. In pratica l'autorità guidata da Antonio Catricalà boccia le disposizioni del disegno di legge sul risparmio che circoscrivono le competenze della Banca d'Italia rispetto all'Antitrust. Il riferimento è nello specifico agli articoli del testo che confermano la competenza dell'istituto di via Nazionale sia in tema di stabilità che di concorrenza del sistema bancario. Residuali, invece, le competenze dell'Antitrust.
Sulla concorrenza nel settore bancario, l'Authority ribadisce l'importanza della attribuzione a sé di una competenza piena in questo campo - come era stato inizialmente previsto nelle commissioni Finanze e Industria della Camera ma poi modificato in Aula - perché è la strada verso la quale stanno andando la maggior parte dei Paesi industrializzati.
Ma dal momento che in materia è rimasta invariata la disciplina contenuta nella legge 270/90 (legge Antitrust) che attribuisce la disciplina della concorrenza alla Banca d'Italia di concerto con l'Antitrust, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato chiede di "definire univocamente i rispettivi ambiti di intervento".
Dopo i rimbrotti però arriva anche il plauso per il progetto di legge nel suo complesso. ''Nel complesso – scrive l'Antitrust nelle sue osservazioni - hanno un effetto positivo sulla contendibilità dei mercati, consentendo un migliore esplicarsi delle dinamiche competitive''.
E anche per quanto riguarda l'ormai annoso problema del conflitto di interesse tra banche-imprese l'Antitrust trova alcuni elementi positivi del disegno di legge.
''Il disegno di legge – sottolinea l'autorità per la concorrenza - può contribuire a ridurre i vantaggi ingiustificati per taluni operatori derivanti dall'ottenimento del credito a condizioni di favore in virtù della posizione ricoperta in seno alla banca''.
E infine arriva l'auspicio. "Il disegno di legge per la riforma del risparmio – si legge - può costituire la sede per un'ulteriore rafforzamento della normativa vigente in tema di trasparenza dei mercati finanziari. L'informativa alla clientela, infatti, deve rispettare i termini di chiarezza, completezza e tempestività. I regolamenti devono poi attuare queste norme con modalità omogenee a prescindere dalla tipologia di impresa offerente e nei limiti consentiti dalle specificità dei servizi".