Dopo oltre sei mesi dalla sua approvazione, la tanto discussa riforma sul risparmio torna in primo piano. Entro il mese di agosto, infatti, il Governo dovrebbe varare le prime modifiche al testo della legge 262.
L'esecutivo pensa a un intervento in due tempi e, prima di settembre, l'attenzione sarà concentrata sugli aspetti affrontati dalla Commissione tecnica guidata dal viceministro dell'Economia Roberto Pinza e racchiusi in un rapporto già a disposizione del titolare del dicastero, Tommaso Padoa Schioppa.
Il testo raccoglie e armonizza rilievi e suggerimenti arrivati da Bankitalia, dalla Consob e dalle associazioni di categoria su temi centrali della riforma. Dai rapporti fra le Authority ai conflitti di interesse nelle gestioni patrimoniali. Senza dimenticare la stretta annunciata sui controlli e sull'operato delle società di revisione.
Solo in un secondo momento, invece, ci si dedicherà agli altri aspetti su cui la compagine guidata da Romano Prodi vuole intervenire. C'è, ad esempio, il nodo dell'assetto proprietario di Bankitalia, con gli istituti di credito che dovrebbero far posto allo Stato e agli enti pubblici.
Quindi, si affronterà la questione dei fondi di garanzia a tutela dei risparmiatori traditi, con il sipario che dovrebbe calare sull'apposita Commissione creata a Palazzo Chigi dal precedente Governo di centro destra. Altro tema al centro del dibattito riguarderà poi le modalità di voto delle Fondazioni che detengono partecipazioni negli istituti di credito.
Si parla infine di una possibile unificazione del Tub, Testo unico bancario, e del Tuf, Testo Unico della Finanza. Un intervento, quest'ultimo, che potrebbe anche fornire l'occasione per una semplificazione dell'intera cornice legislativa di cui si compone l'attuale normativa sulla tutela del risparmio. Una riorganizzazione ancor più necessaria alla luce delle recenti disposizioni comunitarie su temi come l'abuso di mercato o la disciplina dei servizi finanziari.