Fondi di diritto italiano e lussemburghesi storici
Il fisco italiano si è inventato nel 1999 un sistema di tassazione piuttosto originale (e anche contestato).
L'imposta annua del 12,5% si paga giorno per giorno sull'aumento fatto registrare dalla quota.
Per l'investitore non ci sono difficoltà 'tecniche': riscossione e versamento dell'imposta vengono eseguiti dal gestore, e il valore della quota pubblicato dai giornali tiene già conto della tassazione.
Come dice qualcuno, si tratta di una specie di tassa invisibile.
Se il fondo invece di guadagnare perde, si realizza un credito di imposta: quando ricomincerà a guadagnare si pagherà di meno.
La stranezza di questo sistema è che si pagano le tasse su guadagni 'virtuali': l'investitore usufruisce delle rendite solo quando si ritira dal fondo, ma paga per tutta la durata dell'investimento.
Se il fondo è un 'lussemburghese storico' (cioè un fondo di diritto lussemburghese messo sul mercato prima del 1992) a questa tassazione bisogna aggiungere un'imposta dello 0,06% annuo sul patrimonio del fondo da versare al fisco lussemburghese.
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