La cara vecchia liquidazione è da tempo l'oggetto del desiderio della maggior parte degli attori oggi sulla pubblica ribalta. Imprese, Fondi pensione, Inps, la vorrebbero tutta per sé, in attesa, ovviamente, di consegnarla ai lavoratori.
Il Tfr altro non è che denaro che l'azienda mette da parte – più o meno una mensilità all'anno – per poi restituirli al proprio dipendente quando si conclude il rapporto di lavoro. Soldi che anno dopo anno si rivalutano dell'1,5% annuo + il 75% dell'inflazione.
Per ora questi soldi sono rimasti in azienda, ma già l'allora ministro Maroni aveva fatto approvare una legge che prevedeva di trasferirli dal 2008 ai fondi pensione.
Trasferimento facoltativo, infatti il dipendente poteva tranquillamente scegliere di far rimanere in azienda quei soldi.
Ora la Finanziaria vuole scrivere un nuovo capitolo: la riforma è anticipata a luglio 2007, ma da gennaio del prossimo anno ci sarà un grossa novità: se un lavoratore non verserà il suo tfr ai fondi, solo la metà resterà in azienda, il resto passerà all'Inps.
Per lo Stato è una bella iniezione di liquidità, al netto si tratta di circa 5 miliardi di euro per il 2007, da girare sui cantieri che rischiano di chiudere per mancanza di fondi. Una mossa che non lede nessun diritto del lavoratore ad avere la propria liquidazione: al termine del rapporto di lavoro il tfr torna nelle tasche del lavoratore con la stessa rivalutazione garantita in precedenza.
Tuttavia qualcuno scontento c'è: l'Europa da una parte e imprese e sindacati dall'altra. Infatti il trasferimento all'Inps può essere in contrasto con le norme europee: in fondo è un prestito allo Stato ed in questo senso bisognerebbe considerarlo come debito pubblico.
Il Governo ha però già messo le mani avanti: questi fondi non verranno utilizzati finché la UE non avrà dato il suo assenso e i segnali che arrivano da Bruxelles in questo senso sono incoraggianti. Di tutt'altro tenore le obiezioni che sollevano le imprese, che si oppongono con tutte le forze a questa manovra. Infatti con la perdita del tfr verrebbe meno un comodo finanziamento a basso costo.
E per cercare di fare un passo verso le imprese che il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha proposto di bilanciare il trasferimento del Tfr all'Inps tra piccole e grandi imprese. In particolare la norma della Finanziaria che prevede la devoluzione del 50% del Tfr inoptato all'Inps potrebbe non essere applicata alle piccole e medie imprese