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Tfr, esonerate le imprese sotto i 50 addetti
(20/10/2006)
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Entro giugno 2007 i lavoratori dovranno decidere la destinazione del proprio Tfr. In assenza di una decisione, in base al meccanismo del silenzio assenso, infatti, il Tfr sarà destinato direttamente al fondo integrativo di categoria del lavoratore. Lo prevede l'accordo raggiunto a palazzo Chigi tra Governo, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per l'anticipo al 1° gennaio 2007 delle norme sul decollo della previdenza integrativa. Tra gennaio e giugno il lavoratore potrà decidere a quale fondo destinare il proprio Tfr maturando (negoziale o aperto o Pip) o di lasciarlo in azienda. Se non dichiarerà nulla il proprio Tfr andrà direttamente al fondo negoziale.
L'accordo prevede anche una soglia di 50 dipendenti per il trasferimento del Tfr inoptato (la liquidazione maturanda che si sceglie di lasciare in azienda). Così sotto i cinquanta dipendenti le imprese saranno escluse dall'obbligo di trasferire il Tfr maturando inoptato all'Inps, mentre sopra questa soglia dovranno trasferire integralmente l'intero importo. Questa disposizione sarà riesaminata nel 2008. Il Governo, inoltre ''si impegna a rivedere il trattamento fiscale dei fondi integrativi con l'intento che questo sia in linea con quello applicato alla previdenza integrativa degli altri paesi europei" e ''si impegna a riprendere e concludere la discussione aperta con il sistema bancario, al fine di trovare forme per venire incontro alle imprese che trovassero difficoltà nell'accesso al credito. In questo ambito potrebbe essere studiata la costituzione di un limitato fondo di garanzia".
L'accordo è stato commentato con soddisfazione dal presidente del Consiglio Romano Prodi come ''un'altra tappa verso il percorso della concertazione e del dialogo verso una legge Finanziaria al passo con le esigenze di un Paese che deve ripartirè'. Accordo ''storico'' che ''chiude un problema aperto da dieci anni", secondo il ministro dell' Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, mentre il ministro del Lavoro Cesare Damiano si dice soddisfatto per l'intesa.
Anche i sindacati hanno apprezzato l'intesa, mentre la Confindustria ha chiesto rassicurazioni sia sulla transitorietà della norma che prevede il trasferimento del Tfr all'Inps sia sulle compensazioni alle imprese che dovranno rinunciare a questa forma di autofinanziamento. La platea delle imprese che saranno obbligate a versare il Tfr all'Inps è comunque esigua: quelle che hanno più di 50 dipendenti infatti sono appena 23.000 a fronte di oltre 3,7 milioni che hanno un numero inferiore di addetti. Mentre a fine 2005 gli iscritti ai fondi pensione negoziali erano poco più di 1.155.000 su oltre tre milioni di iscritti a forme di previdenza complementare nel complesso.
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