|
|
I fondi pensione hanno doppiato il tfr
(25/10/2006)
|
|
|
Se il versamento del trf nei fondi pensione fosse stato introdotto negli anni passati, gli italiani avrebbero avuto un ritorno in rendimento doppio di quanto generato dalla rivalutazione netta dello stesso tfr. Sono le conclusione dell'ultimo bollettino diffuso dalla Covip, che ha stilato un quadro generale dell'andamento dei fondi pensione degli ultimi anni.
I dati Dalla fine del 2002 a oggi i fondi pensione hanno garantito un ritorno del 22%, contro il 10,5% della rivalutazione netta del tfr. Tali rendimenti salgono al 25,5% nel caso di quelli aperti e addirittura al 35,7% con quelli azionari. Gli unici a segnare il passo sono gli aperti obbligazionari, che hanno reso solo l'8,1% dal 2003 al settembre scorso. La forbice fra rendimenti di fondi pensione e Tfr è rimasta costante anche nel 2004 e nel 2005, mentre nel 2006 si è verificato un appiattimento verso il basso dei rendimenti dei fondi, adesso a un 2,4% di poco superiore al 2,1% garantito dal Tfr stesso. Il motivo sta tutto nella negativa performance dei comparti azionari che ha inevitabilmente pesato sui portafogli dei gestori dei fondi.
I dati rilasciati dalla Covip nell'ultima relazione annuale, infatti, mostrano che l'adesione a forme di previdenza complementare potrà consentire di maturare il 16,6% dell'ultima retribuzione, ma solo nel 2040. A tale data, la Covip stima che un lavoratore riceverà dalla previdenza pubblica solo il 48,5% della sua ultima retribuzione: la pensione complessiva sarebbe quindi pari al 64,7% dell'ultimo stipendio. Nella scelta dei fondi pensione aperti, pero', bisogna operare con cautela, visto che solo un decimo dei fondi pensione ha saputo fare meglio del Tfr dal 2003 ad oggi.
Se infatti, il fondo Almeglio di Alleanza ha registrato un notevole +54,7%, c'è un ragguardevole numero di altri fondi che viaggia su rendimenti inferiori, in alcuni casi anche drasticamente, alla rivalutazione del Tfr. In questo caso, molto dipende dalle dimensioni e dal patrimonio gestito: maggiori fondi comportano un approccio potenzialmente più aggressivo e quindi maggiori ritorni sugli investimenti. Più sicuro sembra essere l'investimento nei fondi negoziali, o di categoria, in cui Fondo Cometa (metalmeccanici) gioca un ruolo da padrone, con 316.800 iscritti, pari al 26,74% del mercato. Anche in questo comparto i rendimenti sono particolarmente variegati, con i picchi toccati da Telemaco, fondo del settore tlc (+20,23% nel 2005 con il Crescita), Fondenergia (+15,61% con il bilanciato) e Fondo Dentisti (+16,75% con lo Scudo) a cui fanno da controaltare performance in alcuni casi inferiori all'1%. Lo stesso Cometa, nel 2005, ha registrato un rendimento del 10,36% nel comparto Crescita, ma solo del 2,63% in quello sicurezza.
|
|
| LE ULTIME IN QUESTO CANALE |
I Bot toccano i massimi dal 2001
(12-04-2007) Il rendimento del tasso dei Bot annuali torna sopra il 4%. Lo rende noto Bankitalia, evidenziando che il valore raggiunto rappresenta il massimo raggiunto negli ultimi sette anni. Risultano in crescita anche gli interessi per i Bot trimestrali, quelli con scadenza al 16 luglio 2007 Risparmio all'insegna della sicurezza
(20-03-2007) Le famiglie italiane continuano a risparmiare anche se stanno vivendo una "pausa di riflessione". Il perché la popolazione del Belpaese risulti sì ancora orientata al risparmio ma in misura minore rispetto al passato lo scopriamo dal rapporto annuale dell'osservatorio sui risparmi delle famiglie 2007, giunto alla sua undicesima edizione e realizzato da Gfk Eurisko e Prometeia Fmi ottimista sull'Italia (15-03-2007) Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2007 il deficit del Belpaese dovrebbe tornare al di sotto del 3% del Pil: un traguardo che è stato raggiunto, per l'ultima volta, nel 2000. Il Prodotto interno lordo dovrebbe invece crescere dell'1,8% quest'anno e dell'1,7% nel 2008 Istat: gli italiani risparmiano di più (28-02-2007) Cresce la propensione al risparmio. Ma secondo l'Istat c'è un differente risultato economico tra le società non finanziarie e quelle finanziarie. Se la propensione al risparmio delle famiglie è cresciuta del 14,8%, le amministrazioni pubbliche hanno invece ampliato il loro indebitamento da 48,7 a 60,2 miliardi di euro. Il Tfr non decolla nelle piccole aziende (26-02-2007) Più della metà dei dipendenti delle piccole aziende, quelle cioè con meno di 50 lavoratori, non ha fiducia nei fondi pensioni. Secondo un onitoraggio effettuato da Gfk Eurisko per conto di Assogestioni il 58% degli intervistati trova ancora più interessante la prospettiva di lasciare il trattamento di fine rapporto in azienda Rendimenti in aumento per i Bot (23-02-2007) Non si ferma la crescita dei rendimenti dei titoli di Stato che hanno fatto segnare un incremento rispetto al precedente collocamento. A rendere noti i risultati è la Banca d'Italia. I Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza a sei mesi hanno guadagnato lo 0,08%, mentre quelli annuali si sono attestati al 3,906%. Tfr, nasce il primo Osservatorio permanente (16-02-2007) Nasce a Firenze il primo Osservatorio permanente italiano sul Trattamento di fine rapporto che si propone di illustrare tutte le novità apportate dalla riforma per districarsi nelle delicate ed imminenti decisioni che attendono migliaia di lavoratori in seguito alla rivoluzione del sistema pensionistico Tfr, decolla la previdenza integrativa (05-01-2007) Sul decollo della previdenza integrativa è stato finalmente tagliato il traguardo. Lo afferma il ministro del Lavoro Damiano a proposito dell'avvio a partire dal 1 gennaio delle nuove norme sul conferimento del Tfr ai fondi pensione. "Sembrava - ha dichiarato - un obiettivo difficile da raggiungere". Foto di gruppo con il Fondo
(29-12-2006) Anche nel 2005, cosi come nei due anni precedenti, la metà delle famiglie residenti in Italia possiede quote di fondi. Questo emerge dal rapporto sui sottoscrittori condotto da Assogestioni.
Però i fondi piacciono meno ai giovani, mentre tende a rischiare di più chi investe meno soldi Fondi pensione al piccolo trotto
(19-12-2006) Raccolta, patrimonio e numero di iscritti continuano a crescere, ma senza troppa fretta. Lo comunica Assogestioni, che sottolinea pure come l'attivo netto ora superi i 3,2 miliardi di euro. Più iscritti al nord-ovest, mentre è la fascia di età che va dai 40 e ai 49 anni che regsitra il maggior numero di aderenti
|
|
|