Si chiude, dopo oltre tre anni dal default, l'offerta argentina di concambio del debito privato per 81,8 miliardi di dollari. C'è tempo fino alle 18,15 di New York (le 0,15 italiane) per aderire allo swap. E in queste ultime ore c'è attesa per i grandi investitori ed i fondi che hanno atteso fino all'ultimo momento per prendere una decisione.
E' davvero l'ultima chance, anche perché il ministro dell'Economia Roberto Lavagna ha confermato che lo swap, apertosi il 14 gennaio, sarebbe terminato alla data prevista, indicando che "i risultati definitivi si conosceranno sicuramente verso giovedì della prossima settimana".
Non ci sarà, insomma, una proroga dell'offerta e per il 3, 4 marzo si dovrebbero conoscere le cifre ufficiali dell'Ops. Le ultime, infatti, sono ferme al 18 febbraio e parlano di adesioni al 50%. Tanti investitori argentini e pochi italiani (il 20% dei 450 mila investitori impelagati nei tango-bond per 14,5 miliardi di dollari).
Se le proiezioni dovessero restare costanti si può ipotizzare una percentuale di adesione compresa nella forchetta tra il 60 e il 70%. Resta, infati, il grande nodo degli investitori istituzionali che avrebbero acquistato in massa sul mercato secondario le obbligazioni dei piccoli risparmiatori. Quanti di questi aderiranno? E' questo l'interrogativo che si pongono in molti.
E infatti lo stesso ministro Lavagna ha chiesto alle banche "di ricevere le adesioni fino all'ultimo minuto", e se necessario, trattarle dopo la scadenza dei termini, mentre la stampa argentina continua a ostentare ottimismo.
Da una parte il quotidiano El Clarin scrive che "Lavagna sorride: alle 18,15 scade il concambio per uscire dal default". Mentre La nacion, in prima, titola: "Concambio: chiude oggi con alta adesione" e il quotidiano finanziario El cronista, assicura che si chiude il concambio e si calcola che l'accettazione supererà il 70%'. Infine 'Ambito financiero' sostiene che Il concambio si è avvicinato al 70%, senza calcolare l'ammontare delle ultime adesioni.