Se si mette insieme la notizia rilanciata dall'Adnkronos: l'Argentina ha annunciato la fine della moratoria sul debito. E le dichiarazioni di Nestor Kirchner, presidente del Paese Sudamericano: ''L'Argentina si è lasciata alle spalle il default''. Si può arrivare a smentire con una certa sicurezza la ventilata riapertura dell'offerta pubblica di scambio dei titoli di Stato non pagati a fine 2001.
In soldoni: l'Argentina è soddisfatta dell'andamento dei 40 giorni di Ops e non ha nessuna intenzione di tornare indietro. Nel discorso di inaugurazione di un nuovo periodo dei lavori parlamentari, infatti, Kirchner ha precisato di "ritenere ormai totalmente ristrutturato il debito estero''.
Rilanciando: "Nell'ambito del più gigantesco concambio di un debito in default della storia mondiale – ha sottolineato il presidente argentino -, siamo riusciti ad ottenere la riduzione di capitale più grande della storia. Per la prima volta si potrà dire non si pagherà il debito a costo della fame e della sete degli argentini".
Ed è da intendersi in questo senso anche l'ufficializzazione dell'Argentina della fine del periodo di moratoria sul debito. In pratica, la cessazione del beneficio concesso al debitore, consistente in una dilazione, durante la quale il creditore si astiene da qualunque atto esecutivo per permettergli di adempiere ai propri impegni.
Più chiaro di così. Kirchner, poi, che si era detto convinto di una percentuale di adesione al concambio tra il 70 e l'80%, ha annunciato per giovedì 3 marzo i dati ufficiali sull'Ops. Restano, quindi, altri due giorni di passioni e di balletti di numeri più o meno affidabili prima di sapere la verità.