Non ha aderito neanche un italiano su tre. E', infatti, del 27% la percentuale resa nota dal Tfa, la task force presieduta da Nicola Stock che rappresenta quasi il 100% dei 450 mila investitori del Belpaese impelagati per 14,5 miliardi dio dollari nella vicenda dei tango-bond.
Un buon motivo per andare avanti e lottare per ottenere quanto dovuto. Almeno questo il pensiero del Tfa. "Andiamo avanti con le azioni a difesa dei risparmiatori, l'Argentina deve migliorare l'offerta: può fare di piu -afferma la Tfa in una nota -, il Consiglio della Task Force Argentina, che si è riunito ha, infatti, deliberato all'unanimità di proseguire, a titolo gratuito, tutte le necessarie azioni, incluse quelle legali, in difesa dei risparmiatori ancora in possesso di titoli argentini".
Per i dettagli bisogna però aspettare ancora qualche ora. "Nei prossimi giorni saranno forniti i dettagli sulle strategie più opportune che saranno perseguite, aggiunge la nota della Task Force Argentina".
Poi un passo indietro per sviscerare i numeri. "Le adesioni in Italia, sulla base di rilevazioni fatte tra le 463 banche associate alla Tfa, sono pari al 27,8% dei 14,5 miliardi di dollari in mano agli investitori. In considerazione, inoltre, dei titoli venduti sui mercati internazionali, risultano in mano ai risparmiatori italiani ancora obbligazioni per oltre 8 miliardi di dollari".
E il chiarimento finale. "I vecchi titoli – chiosa il presidente Nicola Stock - non sono carta straccia: ancora in queste ore, infatti, le obbligazioni in default della Repubblica Argentina continuano a essere scambiate sui mercati finanziari, a un valore più alto rispetto a quanto offriva l'Argentina con l'Ops''.