Ci sono voluti 2 anni di indagini, ma alla fine il lavoro portato avanti dalla Consob e dalla Banca d'Italia ha dato i suoi frutti. Se non dal punto di vista sostanziale, almeno su quello formale.
Il Tesoro, infatti, ha sanzionato per 10 milioni di euro 10 banche coinvolte nei crac dei bond Cirio e Argentina collocati pressi i risparmiatori e poi andati in default.
La cifra, insomma, non è di quelle che manderà allo sfascio i conti delle banche, ma ha un enorme valore simbolico e sicuramente darà man forte alle decine di avvocati che puntano a portare le banche in tribunale a tutela dei risparmiatori.
Non è ancora chiaro l'importo per ogni singola banca (tanto per fare un esempio, la sanzione nei confronti di Unicredit per i bond argentini è ancora in fase di istruttoria), perché le singole sanzioni verranno pubblicate dalla Consob sul proprio bollettino ai sensi del Testo unico della finanza entro un paio di settimane.
Per ora si sa che gli istituti di credito coinvolti sono una decina. Per i bond argentini, nella tagliola della Consob sono finite Intesa e Unicredit (anche se per quest'ultima banca è atteso il risultato dell'istruttoria di Via XX Settembre).
Per i bond Cirio, le banche che secondo il Tesoro hanno commesso violazioni sono molte di più: Banca Intesa (incluse Comit, Cariplo e Banco ambrosiano veneto), San Paolo Imi, Capitalia, Bnl, Banca agricola mantovana (ora Mps), Antonveneta, Cassa di risparmio di Torino (ora Unicredit), Credito emiliano, Banca popolare di Ancona, Cassa di risparmio di Firenze.
Non si esclude che una buona parte delle banche decida di far ricorso contro la decisione del Tesoro. Molte stanno ancora valutando come comportarsi a seguito delle sanzioni, che in alcuni casi non sono state ancora notificate agli interessati.
Per adesso, comunque, vale la pena di ricordare che i 10 milioni di euro finiranno nelle casse dell'erario e non dei risparmiatori traditi. Nel sistema italiano, infatti, a differenza ad esempio degli Usa, la sede naturale per il risarcimento del danno è il tribunale: non basta, quindi, una sanzione del Tesoro su proposta Consob.