Un popolo di pensionati "gabbati" dai bond argentini, Cirio e Parmalat. A Milano, prima davanti alla sede di Unicredit, nei pressi di Piazza del Duomo, poi, davanti alla sede della Banca d'Italia va in onda l'ennesima manifestazione di dissenso verso le autorità, la politica e il mondo bancario rei di non aver ancora dato nessuna risposta convincente ai vari crac che hanno costellato la finanzia italiana negli ultimi anni.
Il dito è puntato contro il disegno di legge sul risparmio. Il progetto di legge, appunto, che passato alla Camera, adesso attende l'esame del Senato. Mancano secondo le associazioni che compongono il Comitato Regionale dei diritti dei consumatori della Lombardia alcune norme che tutelino i risparmiatori e manca soprattutto l'emendamento, bocciato alla Camera, che obbliga le banche a risarcire gli obbligazionisti argentini.
I numeri sono quelli che si conoscono: i vari scandali hanno riguardato un milione di soggetti per 37 miliardi di euro e le disposizione presenti nel disegno di legge sul risparmio non sono considerate sufficienti per evitare il ripetersi di casi simili.
Più nello specificala critica è rivolta ad alcuni punti del disegno di legge:
1) Si chiede una riorganizzazione delle autorità di controllo (Consob, Bankitalia, Isvap, Covip e Anitrust) in modo da evitare le sovrapposizioni di competenze viste fino a questo momento
2) Il potenziamento della Consob aumentando i suoi poteri sanzionatori
3) La revisione delle norme relative al falso in bilancio e alle false comunicazioni sociali con l'inasprimento delle sanzioni delle sanzioni penali
4) L'incompatibilità delle cariche societarie tra banche, società finanziarie ed imprese
5) Il divieto per le società di revisione dei bilanci di prester consulenze alle società oggetto della revisione
6) L'assegnazione della vigilanza sulla concorrenza all'Antitrust
7) L'approvazione della normativa sulle class action che non è presente del Ddl sul risparmio, ma ristagna ormai da mesi in Parlamento