Sembra prendere sempre più piede la strada americana per bloccare la ristrutturazione proposta dal governo argentino sui bond caduti in default a fine 2001. Thomas Griesa, lo stesso giudice della Corte distrettuale di Manhattan che aveva ordinato il congelamento di 7 miliardi di titoli ancora in possesso della Bank of New York, ha fatto il bis.
Con le stesse motivazioni dell'ordinanza precedente ha, infatti, disposto il congelamento di altri 5 milioni di titoli della Repubblica argentina in seguito a una richiesta di una multy part action depositata da una serie di studi legali.
In tutto circa 350 investitori di cui 160 italiani rappresentati dall'avvocato di Verona Pietro Adami. Insomma quello che adesso potrebbe profilarsi è un effetto a catena. Anche perché le ordinanze del giudice americano un risultato lo ha già ottenuto.
L'Argentina, in pratica, è stata costretta a rinviare il collocamento dei nuovi titoli di Stato, originariamente previsto per il 1° aprile. Il 12 marzo, infatti, il giudice Griesa aveva congelato 7 miliardi di titoli argentini a seguito della richiesta di Elliot, l'hedge fund americano che ha in pancia 360 milioni di vecchi titoli argentini.
E adesso prima che i nuovi titoli vengano collocati sul mercato sarà necessario attendere il giudizio della Corte di Appello. Si tratta di una buona notizia perchè nella Bank of New York sono depositati tutti quei titoli argentini per i quali c'è stata l'accettazione dello scambio con i nuovi bond. Circa 60 milioni di dollari di obbligazioni, adesso, a rischio pignoramento.