Quattro miliardi e 112milioni di dollari di nuove obbligazioni argentine al posto di quasi 6 miliardi, per la precisione 5 miliardi e 990 milioni di dollari, di vecchi bond dello Stato sudamericano. Questo il dato definitivo reso noto da Buenos Aires e Gsc Proxitalia sullo swap degli investitori italiani.
All'indomani della sentenza della Corte d'Appello di New York, che di fatto ha sbloccato 7 miliardi di titoli congelati presso la Bank of New York, dando il via libera al concambio, l'Argentina ha comunicato i suoi numeri ufficiali alla Consob.
Certo, manca la data iniziale di realizzazione dello scambio. Insomma, ancora non si sa quando verranno quotati i nuovi titoli, ma l'Argentina ha voluto comunque rendere noti i dati di adesione.
Secondo le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, infatti, l'avvio dello swap potrebbe ancora essere ritardato. I legali del fondo speculativo (Em Ltd), vero artefice del congelamento dei titoli, hanno ancora un'arma da giocarsi e pare siano intenzionati a farlo.
Una prima strada porterebbe a chiedere a una Corte di Appello a composizione più ampia un riesame della decisione. L'altra invece andrebbe dritta dritta davanti alla Corte Suprema. Ma al di là delle effettive possibilità di successo l'iniziativa della fondo potrebbe allungare ulteriormente la data di scambio dei titoli.
Secondo le voci che arrivano dall'Argentina, comunque, a prescindere dalle iniziative dei creditori, ci vorranno due o tre settimane prima che l'Argentina possa procedere effettivamente allo swap.
Il congelamento, infatti, permane fino a quando il giudice distrettuale Thomas Griesa, che lo aveva imposto, non provvederà alla rimozione delle stesso. E per poter procedere Griesa, appunto, attende il mandato ufficiale. Un procedimento che richiede qualche settimana.