Dopo il danno anche la beffa. Chissà cosa penseranno le migliaia di obbligazionisti traditi dai tango bond della prossima emissione del governo sudamericano.
Di più. Chissà cosa penseranno i circa 250 mila risparmiatori italiani che non avendo accettato l'offerta pubblica di scambio che si è conclusa negli scorsi mesi si ritrovano con in mano dei titoli che valgono quanto la carta straccia.
A dir la verità non si tratta di una prima assoluta, perché dopo il default della fine del 2001, il presidente Nestor Kirchner e il ministro dell'economia Roberto Lavagna già avevano provveduto a lanciare sul mercato 3 tranche di bond indicizzati all'inflazione con scadenza 2014, per un totale di 3 miliardi di pesos (1,04 miliardi di dollari), con una domanda ben superiore all'offerta.
Ma adesso l'Argentina fa di più e si appresta, almeno secondo un comunicato del ministero dell'Economia, a fare la sua prima emissione in dollari del dopo crac: in settimana, infatti, dovrebbe essere pronti titoli per 500 milioni di bond.
E secondo gli analisti sarà un successo. Il bond scadrà nel 2012, dovrebbe essere offerto il 18 luglio e i mercati, appunto ci credono. Forti anche del recente successo delle emissioni in pesos, infatti, molti analisti credono che anche in questa occasione la domanda sarà molto alta anche perché i rendimenti dell'Argentina sono di quelli che non possono lasciare indifferenti.
Le attese sono per una domanda addirittura doppia rispetto all'offerta e per rendimenti vicini all'8% l'anno. Insomma: per chi ha ancora il coraggio di avvicinarsi ai tango bond si tratta di un vero affare.