La notizia era attesa da settimane. Tanto che i 250 mila risparmiatori italiani che non hanno aderito allo swap delle obbligazioni argentine per circa 8 miliardi euro ormai disperavano di riuscire a trovare un compromesso.
E invece l'annuncio del Clarin, uno dei più attendibili quotidiani del Paese sudamericano, anche se non ha i crismi dell'ufficialità, sembra aprire un fronte nuovo nella saga dei tango bond.
"L'Argentina si propone di trovare una soluzione per gli holdouts, i creditori che non hanno aderito alla recente offerta pubblica di scambio per i bond in default. Tra le diverse proposte – si legge sul Clarin – che saranno presentate a Washington, al Fondo monetario internazionale, ve ne è appunto anche una, definita ragionevole, che riguarda i creditori, circa il 23% del totale (per poco meno di 20 miliardi), che hanno respinto il concambio".
Secondo il giornale, il piano in tal senso messo a punto dai tecnici del dicastero prevede che gli holdouts "dovranno esprimere concretamente la loro intenzione di aderire alla nuova proposta".
In pratica dovranno farlo depositando i bond in default in loro possesso presso le banche, capeggiate dalla Bank of New York, che hanno affiancato il governo nel recente swap.
"Se dopo un periodo determinato - scrive il Clarin - il numero degli aderenti sarà consistente, il governo farà loro un'altra offerta, anche se a condizioni meno favorevoli di quelle ottenute da chi ha accettato il precedente con cambio".
"Se gli aderenti saranno invece pochi, la situazione resterà indefinita come è attualmente", conclude il giornale. Sempre secondo il quotidiano comunque l'unica voce fuori dal coro, almeno per il momento, sarebbe quella del presidente Nestor Kirchner, che ancora non ha dato il suo consenso.