Non solo la riapertura dell'offerta pubblica di scambio. Per gli obbligazionisti traditi dai titoli di Stato argentino che non hanno accettato lo swap proposto dallo Stato sudamericano ci sarebbero anche altre alternative.
A sottolinearlo è il presidente del Fondo monetario internazionale Rodrigo Rato. In un'intervista rilasciata all'agenzia di stampa internazionale Reuters, infatti, lo spagnolo evidenzia come "tecnicamente esistano molti modi per venire incontro agli obbligazionisti senza riaprire l'offerta di scambio sul debito".
Altri dettagli nello specifico non ne dà, ma le dichiarazioni del presidente dell'organismo internazionale conferma come l'Fmi sia sempre vigile sull'operazione e voglia alla fine dare il suo parere sulla decisione che spetta all'Argentina.
Qualche chiarimento in più arriva, invece, dagli analisti per i quali l'alternativa 'tecnica' per Buenos Aires sarebbe riacquistare i titoli di Stato o negoziare privatamente con le diverse associazioni di creditori.
Una buona notizia per gli obbligazionisti che detengono circa il 24 per cento dei titoli di Stato in default, per un controvalore intorno a 20 miliardi di dollari, che si sono rifiutati di aderire all'offerta di swap.
Certo che Rato più in là non va. Il numero uno del Fondo, infatti, sottolinea che non è compito dell'organizzazione di Washington occuparsi dei dettagli delle negoziazioni. "Credevo – conclude Rato - che l'Argentina dovesse risolvere il rapporto con i creditori: ero del parere allora e lo sono adesso che vadano risolti i rapporti con tutti i creditori, ma resto convinto che spetti al Governo argentino trattare con i creditori".