Soddisfazione per la presentazione da parte del maggior distributore di gas naturale argentino, la Metrogas (che ha come soci alcune società energetiche di rilevanza mondiale come British gas e YPF Repsol), del prospetto informativo sulla ristrutturazione del debito obbligazionario. Certo. Ma nessuna parola sul ricorso all'Icsid, l'arbitrato internazionale, che secondo quanto detto per tutta la seconda metà del 2005 dovrebbe rappresentare una possibile via d'uscita per quei bondholder italiani, sono ancora 250 mila, rimasti incagliati nei tango bond.
Così, Nicola Stock, presidente della Task Force Argentina, ha commentato la presentazione alla Consob del prospetto informativo sulla ristrutturazione del debito obbligazionario della Metrogas: 230 milioni di dollari e 110 milioni di euro. In questo caso i risparmiatori italiani coinvolti sono 1300.
E per rimarcare le differenze tra le due trattative Stock sottolinea come "sin dal 2003 la TFA ha mantenuto i contatti con la Metrogas, che si sono intensificati nel corso del 2005, allo scopo di negoziare delle accettabili condizioni economiche del piano di ristrutturazione per i 1.300 risparmiatori italiani che avevano acquistato circa 27 milioni di euro".
Questo in pratica a dimostrare che una negoziazione seria e tenuta in buona fede può portare a risultati soddisfacenti sia per i debitori sia per gli investitori.
Non si tratta però che del primo passo, perché adesso il prospetto passa al vaglio della Consob che dovrà dare l'eventuale via libera all'operazione. "La Tfa – conclude Stock - svolgerà una accurata analisi del piano di ristrutturazione e fornirà le sue osservazioni su tutti gli aspetti del piano non appena la Consob avrà dato il via libera del prospetto informativo dell'offerta".