Un mese di tempo a partire dal 27 marzo. E' questo l'arco temporale che avranno a disposizione i possessori dei vecchi titoli di Stato del Governo argentino che non hanno sottoscritto la proposta di scambio predisposta circa un anno fa da Kirchner e compagni. In questi trenta giorni avranno la possibilità di rivolgersi alla propria banca per aderire al ricorso all'Icsid predisposto dalla Task Force argentina contro la Repubblica sudamericana.
Il ricorso non prevede spese aggiuntive per i bondholder che riceveranno dalle banche una dettagliata comunicazione dei particolari della procedura con l'indicazione dei documenti da presentare in banca al momento della firma della delega.
Il ricorso sarà portato avanti con la consulenza legale dello studio italiano "Grimaldi e Associati" e dello statunitense White & Case. Insieme con la delega alla Tfa ciascun risparmiatore conferirà una "procura alle liti" alla White & Case. Mentre il coordinamento dell'intera operazione resta a cura della Tfa.
Ma cos'è l'Icsid? L'International centre for settlement of investment disputes è un organismo arbitrale e conciliativo, istituito presso la Banca Mondiale. E' competente a risolvere le controversie in materia di investimenti tra investitori e stati sovrani aderenti e tra i 154 Stati aderenti ci sono ovviamente anche l'Italia e l'Argentina.
Secondo i dati della Tfa, sono oltre 200 mila gli italiani che, lo scorso anno, non hanno accettato l'offerta pubblica di scambio della Repubblica Argentina. E il valore complessivo dei bond ammonta a circa 8 miliardi di dollari, esclusi gli interessi maturati e non pagati.
"Come per tutte le azioni legali – specifica in un comunicato la Tfa - , è difficile prevederne i tempi e garantirne l'esito. Ma la task force ritiene che l'Argentina abbia ignorato i diritti degli investitori italiani ed è quindi fiduciosa che ci siano validi elementi giuridici a supporto della richiesta di ripagamento di quanto dovuto".