Altre due settimane per i circa 200 mila investitori italiani che hanno ancora, per 8 miliardi di dollari, titoli di Stato argentini caduti in default a fine 2001.
I quindici giorni suppletivi sono per il ricorso all'Icsid contro la Repubblica Argentina. Inizialmente infatti i risparmiatori avevano a disposizione circa un mese, dal 27 marzo al 27 aprile, per consegnare alla propria banca tutta la documentazione per conferire la delega alla Task force ad agire in sede di arbitrato internazionale.
Adesso questo termine è stato portato al 12 maggio. La proroga – secondo il comunicato della Tfa - tiene conto delle numerose richieste da parte dei risparmiatori nonché delle ferie pasquali e di altre festività di questo periodo che hanno di fatto ridotto il numero di giorni a disposizione.
"Tutta l'operazione – continua la nota - non prevede alcuna spesa per gli italiani: si tratta di coloro che nel 2005 non hanno accettato l'offerta pubblica di scambio della Repubblica Argentina e che entro il 30 giugno 2004 avevano già dato delega alla Task Force Argentina per la tutela dei propri interessi".
Da ricordare a questo proprosito alcune conseguienze del ricorso. Chiunque, infatti, dopo aver dato il mandato intenda cambiare idea e abbandonare l'arbitrato Icsid potrà farlo liberamente. Sarà sufficiente rivolgersi alla propria banca per rinunciare all'iniziativa e intraprendere azioni alternative ritenute più opportune.
E', invece, impossibile – in quanto incompatibile – aderire all'iniziativa Icsid e contemporaneamente avviare altre azioni legali.