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Tfr al bivio
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Tfr, decreto rinviato alle Camere

(05/10/2005)

INDICE
Le banche contro lo slittamento del Tfr
Tfr, in rampa di lancio la campagna informativa
Tfr, l'Ue potrebbe riaprire la partita
Tfr, alla scoperta della riforma
Tfr, la riforma partirà dal 2008
Riforma del Tfr alla resa dei conti
Tfr, ancora un rinvio
Rinvio tecnico per il Tfr
Con il Tfr ai fondi si risparmia sul Fisco
Tfr, la riforma rischia di slittare
Tfr, Berlusconi frena sulla riforma
Tfr, Berlusconi contro tutti
Tfr, il grido di allarme del Governo
Tfr, assicurazioni all'attacco di Maroni
L'ombra delle lobby cala sul tfr
Tfr, decreto rinviato alle Camere
Riforma Tfr, il peso per le piccole imprese
Tfr: ancora tortuosa la strada della riforma
Tfr, l'Abi smentisce l'accordo
Tfr, Maroni accelera sulla riforma
Tfr, Confindustria blocca la riforma
Lavoratori indecisi sul Tfr
Tfr, Maroni apre alle parti sociali
Tfr, il governo apre ai cambiamenti
Fondi pensione, occasione da non perdere
'Pensioni private? Anche in Italia si può'
Maroni accelera sui fondi pensione
Fondi pensione, parte bene il 2005
Fondi pensione, c'è il via libera dell'Abi
Maroni insiste: fondi pensione pronti a luglio
Tfr, c'è tensione tra governo e sindacati
Mancano i fondi per la previdenza complementare
Alla scoperta dei fondi pensione
 

Il Consiglio dei ministri  rinvia alle Camere il decreto sulla previdenza complementare. Scatta di conseguenza la proroga di 30 giorni per la delega che sarebbe scaduta il 6 ottobre.

Una mezza bocciatura per il dispositivo che avrebbe dovuto segnare il rilancio della cosiddetta seconda gamba del sistema previdenziale: con la possibilità attraverso il silenzio assenso per i lavoratori di trasferire il proprio trattamento di fine rapporto nei fondi pensione.

Non l'ha presa certo bene il ministro del Welfare Roberto Maroni. "Si è verificata - ha detto Maroni - una sospensione dell'iter di approvazione. Se nei prossimi giorni il Governo approverà il decreto avremo fatto una straordinaria riforma. Se non l'approverà ci saranno problemi rilevanti sul piano politico".

Per il ministro, infatti, in caso di mancata approvazione sarebbe l'intero impianto della riforma delle pensioni a venir meno. "La delega di riforma del sistema previdenziale infatti - ha spiegato il ministro - era fatta di due parti, il "bastone" (l'aumento dell'età necessaria per la pensione di anzianità a partire dal 2008) e la "carota" (la previdenza integrativa). "Il venir meno della seconda - ha detto - avrebbe voluto dire il venir meno della prima".

E nonostante l'ottimismo di fondo espresso in questi mesi di serrate trattative con i sindacati, la Confindustria e le varie associazioni di rappresentanza del mondo assicurativo e bancario, Maroni questa volta appare realmente preoccupato.

Secondo il titolare del dicastero del Welfare, infatti, nulla è compromesso ma questo rinvio rappresenta una decisione ingiustificata, controproducente, dannosa. "Queste pressioni aumenteranno – sottolinea - esprimendo preoccupazione per la volontà di non attuare la delega. C'è chi non vuole che la delega venga attuata. Mi auguro che Parlamento sappia resistere a queste pressioni. Temo rischi reali di non attuazione della delega".


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