E ora bisogna farla conoscere a tutti gli italiani. Così il ministro del Welfare, Roberto Maroni, dopo che il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha firmato il decreto che contiene la riforma del trattamento di fine rapporta (solo dal 2008, però) annuncia i prossimi passi.
''Abbiamo più tempo rispetto a prima – sottolinea Maroni – ed è giusto che tutti siano informati sulla riforma e sul fatto che già oggi possano investire il Tfr nella previdenza complementare''.
Ma le polemiche non cessano. In questi giorni, infatti, ha spiccato tra tutte la voce del responsabile economico della Cgil, Beniamino Lapadula, secondo il quale con la riforma del Tfr "si è affermata una via pensionistica al conflitto di interessi". Facendo un chiaro riferimento al rinvio che sarebbe stato causato dall'opposizione delle imprese assicurative (con a capo la Madiolanum del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi) che mal sopportavano la prevalenza dei fondi chiusi (di origine sindacale) rispetto ai fondi aperti (banche e Sim) e alle polizze assicurative.
Maroni non ci sta: "Le posizioni di Lapadula sono di Lapadula, quelle di altri sindacalisti sono diverse: io non sono affatto preoccupato. Con Lapadula c'è un vecchio contenzioso che si è trasformato in querela, capisco la polemica ma certi toni sono inaccettabili. Certe insinuazioni riguardo interessi particolari non le accetto, le rivolga a qualcun altro. Il testo è coerente con l'accordo tra le 23 parti sociali. I sindacati hanno ottenuto quello che chiedevano".
E in effetti la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, sembra dargli ragione. "Bisogna riconoscere – dice - che il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ha mantenuto tutti gli impegni assunti con le parti sociali, anche contrastando gli evidenti e continui tentativi che tutti abbiamo visto messi in campo per alterare l'equilibrio del decreto".
E poi: "Quel decreto applica una delega che la Cgil ha contrastato e che neppure oggi condivide - spiega la Piccinini - pertanto è evidente che il decreto ha in sé anche le contraddizioni che derivano da quella delega. Tuttavia il confronto con le parti sociali ha portato al miglioramento sostanziale del testo iniziale. Ora la Covip dovrà dimostrare con autorevolezza di essere in grado di produrre regole rigorose, tali da imporre trasparenza al sistema complessivo, regole che impediscano ogni furbizia anche da parte delle assicurazioni".
E infine un chiarimento su quello che prevede il decreto. "Una cosa è certa – sottolinea l'esponente della Cgil - di qui al 2008 solo i fondi pensione negoziali saranno abilitati a ricevere il Tfr dei lavoratori. E sarebbe sbagliato accreditare l'idea che in questa fase le assicurazioni possano averne un vantaggio perché in realtà è lo stesso testo del decreto ad escludere questa possibilità".