Le imprese che puntano all'innovazione tecnologia hanno da oggi uno strumento in più: è stato infatti varato dal Comitato dei Ministri per le Società dell'Informazione il nuovo fondo per la promozione e la diffusione dell'hi tech e del digitale all'interno del tessuto produttivo nazionale. Di fatto questa nuova sezione speciale del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi, spiega una nota, ha una dotazione di 60 milioni di euro, destinati ad innescare investimenti tecnologici in innovazione digitale per almeno 1,5 miliardi di euro. Interessando non meno di 7 mila piccole e medie imprese.
In sostanza, saranno ammissibili investimenti in innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale di importo compreso tra i 20 mila e i 200 mila euro per impresa e che la garanzia sarà cumulabile con tutte le misure di incentivazione alle pmi, nei limiti di intensità fissati dall'Ue.
Nel dettaglio la novità di questa iniziativa, rispetto ai fondi precedenti in materia di innovazione, è che la garanzia rilasciata è di tipo sussidiario, ossia commisurata alla perdita finale della banca, una volta escusse tutte le altre garanzie, a titolo oneroso (ma gratuito al Sud) e con copertura fino al 60% del fondo (all'80% per il Sud). La garanzia a prima richiesta può essere fatta valere dalla banca immediatamente, già alla prima morosità.
"Sinora le aziende, soprattutto le piccole e medie – ha spiegato il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca - avevano difficoltà ad accedere al credito bancario per gli investimenti in beni immateriali, quali l'innovazione digitale (consulenze, software, brevetti, formazione, ma anche in investimenti tecnologici digitali che diventano facilmente obsoleti), in quanto tali beni, di fatto, non sono pignorabili e, quindi, non tutelano gli istituti sul recupero del credito. Il nuovo Fondo pertanto – ha concluso - aggira questo ostacolo intervenendo direttamente a favore del sistema creditizio che, di conseguenza, sarà meglio tutelato in caso di inadempienza dell'impresa".