Le imprese si rifaranno il look grazie ai fondi della Commissione Europea. L'esecutivo di Barroso ha infatti stanziato 11,3 milioni di euro, nel periodo 2007-2013, da destinare alla ristrutturazione delle imprese. Per Bruxelles le ristrutturazioni non sono sinonimo di perdita di diritti sociali e di sostanza economica ma possono invece trasformarsi in garanzia di progresso economico e sociale. L'importante è che siano "correttamente anticipate ed efficacemente gestite dalle imprese assieme ad un'azione di accompagnamento pubblica".
La proposta di Bruxelles è quella di creare un "fondo europeo di sostegno alla crescita di un miliardo di euro annuo e riserve per gli imprevisti nell'ambito della politica di coesione in caso di shock". Per raggiungere l'obiettivo Bruxelles intende rivedere la strategia di Lisbona sulla competitività, aumentare il tasso di occupazione, adattare lavoratori e imprese investendo maggiormente nel capitale umano, rafforzare il contributo dei fondi Ue per strategie a favore di iniziative come l'inserimento professionale, investimento in capitale umano o innovazione. La Commissione punta inoltre a creare un fondo di aggiustamento alla crescita, a promuovere lavori dignitosi e il dialogo sociale, a rafforzare il monitoraggio delle ristrutturazioni, a garantire una valutazione dei settori che potrebbero conoscere cambiamenti significativi della loro competitività a breve termine, ad aumentare l'implicazione dei comitati di dialogo sociale settoriali sulle ristrutturazioni. Inoltre, grazie alla creazione di una task force sulle ristrutturazioni ed alla creazione di un forum in tale ambito, composto da rappresentanti di istituzioni Ue, della comunità scientifica e partner sociali, la Commissione punta ad assicurare una presenza più capillare.
Tra gli altri progetti di Bruxelles figurano, inoltre, la redazione di un documento sull'evoluzione del diritto al lavoro, l'agevolazione alla mobilità intracomunitaria dei lavoratori e l'avvio di consultazione con i partner sociali in materia di ristrutturazioni allo scopo di adottare linee guida in materia. Bisognerà, tuttavia, aspettare l'inizio dell'estate per vedere se parlamento e consiglio daranno il nulla osta a questo tipo di interventi. "Le nostre proposte offrono un effettivo valore aggiunto ai cittadini dell'Unione", ha sostenuto Dalia Grybauskaité, responsabile per la programmazione finanziaria, "e rappresentano un buon modo di spendere i soldi dei contribuenti. Se ci sarà l'accordo, l'Ue potrà iniziare a mettere in atto le nuove politiche nei tempi previsti".