Da marzo si possono vedere sul serio gli effetti della Finanziaria sulle nostre tasche. Lo sanno bene anche le piccole e medie imprese, che adesso si possono fare due conti sul serio e scoprire che i numeri non tornano, quando dalla teoria si passa alla pratica.
La politica economica del governo costa alle pmi il 10% in più di imposte sul reddito di impresa. Lo Secondo l'Api di Torino, sulla base di un'indagine sugli effetti reali della Finanziaria 2007 presentata all'assemblea annuale dell'Api
L'indagine, condotta dall'ufficio studi dell'Api insieme al centro studi dei dottori commercialisti Eutekne, ha alla base una simulazione che ha preso in considerazione una pmi media dell'area torinese.
A parità di un utile ante imposta, ipotizzato in 500mila euro, le novità contenute in Finanziaria 2007 comportano sul bilancio di esercizio 2006 un incremento dell'imponibile fiscale di oltre 150 mila euro ai fini Ires con un corrispettivo aumento dell'imposta di oltre 51 mila (che significa un aumento dell'aliquota effettiva dal 36,10% al 46,40%).
Per quanto riguarda l'Irap, i benefici sono modesti e si registreranno non prima del prossimo anno. Oggi, infatti, secondo lo studio, si rileva un incremento dell'imposta determinato da una maggiore base imponibile che, ipotizzando un valore della produzione lorda pari a circa tre milioni e 320mila euro, passa da 151.173 a 157.803 euro.
In sintesi il nuovo corso della politica economica del Paese comporterebbe per le pmi un maggiore costo, portato dalle sole imposte Ires ed Irap, di oltre 58 mila euro sul bilancio d'esercizio 2006, per poi attestarsi a regime su un incremento d'imposta di 24.500 euro.
"L'impatto sulle piccole e medie imprese della Finanziaria - osserva la presidente, Claudia Porchietto - è pesante, azzera i benefici dei limitati interventi sul cuneo fiscale e crea in assoluto un significativo incremento di costi".