Iguane, furetti, cani della prateria, cincillà, pappagalli e pitoni reali: cinque milioni di famiglie italiane al posto di cani e gatti hanno scelto animali 'alternativi'. Ed è boom per l'esoticomania per la quale si è anche creata un'associazione ad hoc con 400 affiliati.
Un amore che però richiede agli appassionati molta conoscenza e dedizione perchè il rischio di scivolare in qualche errore fatale è veramente facile. Gli animali esotici ancora poco conosciuti a volte si ritrovano nelle mani sbagliate: padroni affettuosi ma con scarso senso pratico, oppure medici che li devono assistere per la prima volta e non sanno da dove cominciare.
Ma ora a dare una mano ai 'nuovi amici' degli italiani due veterinari, Massimo Riboni e Giuseppe Rocca, con il volume 'Animali insoliti da compagnia,conoscere, allevare e curare specie inconsuete', edizioni Calderoni de Il Sole 24 ore Ed agricole S.r.l. Un manuale utile a medici interessati e padroni che non hanno scelto i tradizionali fido e fuffi. Il libro spiega allora come si allevano, cosa mangiano, quali vaccinazioni devono essere fatte e le possibili patologie.
Un ambiente confortevole è la condizione necessaria per far vivere bene gli amici 'insoliti':
- Moffetta o puzzola americana: gran giocherellona ma necessita di una zona di riposo nella gabbia, riparata e al buio, dove possa nascondersi.
- Gerbilli: roditori simili ai criceti, sono ottimi animali da compagnia, specie per i bambini. Hanno bisogno di tranquillità e di sbizzarrire i loro incisivi con un rullo di sali minerali e un blocchetto di legno duro. Bisogna farli uscire dalla gabbia e almeno una volta al giorno prenderli in mano e accarezzarli.
- Iguana: il terrario deve essere a prova di fuga, di notevoli dimensioni e provvisto di accessori, come lampade a raggi ultravioletti. L'animale non può girare libero per casa altrimenti sarà facile scappare, mangiare piante velenose come le stelle di Natale o addentare cavi elettrici.
- Camaleonte: spesso muoiono dopo appena due settimane perchè l' acquirente non è un esperto e non conosce l'ambiente originario di questi rettili, diverso per ogni specie.
- Rane tropicali: un terrario umido con temperature diurne di 28-30 gradi è l'habitat richiesto a differenza degli anfibi provenienti dalle nostre zone che non richiedono alcuna fonte di riscaldamento.
- Pappagallo: se non si sta mai in casa meglio non acquistare questo pennuto. I pappagalli richiedeno la vicinanza di una persona e un contesto stimolante, altrimenti potrebbero insorgere malattie comportamentali. Vanno educati fin da piccoli e dedicare anche più di un'ora al giorno per insegnare all'animale il suo nome ed addestrarlo.
- Tartarughe: quando non sono acquatiche, devono trovarsi un rifugio, coperto da alcune pietre. Il giardino va recintato, altrimenti escono scavando delle buche nel terreno. Per il letargo invece va bene una scatola o un terrario, da tenere in un posto riparato, come il garage.
Tante poi le regole da sapere soprattutto quelle che riguardano la salute:
- Cane della prateria: non deve ingrassare troppo, altrimenti è a rischio obesità, mentre la polvere e i morsi continui sulle sbarre possono creare problemi ai preziosi incisivi. Attenzione poi a scegliere la lettiera giusta e tenerla pulita per scongiurare le dermatiti, mentre sbalzi di temperatura possono causare raffreddori e polmoniti.
- Scoiattoli: temono le escursioni termiche, basta un caldo eccessivo per andare incontro a uno shock.
- Furetti: sono a rischio influenza e devono essere vaccinati periodicamente, esattamente come cani e gatti, per prevenire malattie infettive. Sono simili ai bambini: devono essere abituati a farsi pulire i denti e bisogna tenerli alla larga dai giocattoli di plastica, che altrimenti potrebbero finire per essere inghiottiti.
- Camaleonti e iguane: niente lampade o fonti di calore troppo vicine perchè si scottano, e se nel terrario fa troppo freddo o non c'è luce sufficiente, smettono anche di mangiare.
- Rana: se rifiuta il cibo forse è intossicata o ha ingerito un corpo estraneo; se invece dimagrisce, è possibile che la vita in cattività non faccia proprio per lei.
- Pappagalli: in molti casi non sopportano di condividere il loro spazio con un consimile dello stesso sesso e diventano aggressivi. A volte sono i maschi, come nel caso dei cacatua, a volte le femmine, come per gli ecletti. Il cenerino africano perde le piume come reazione a stress ambientali e, se diventa nervoso, forse ha una carenza di calcio nella dieta.
- Serpenti: una quarantena per almeno sei mesi per quelli importati per escludere una malattia virale, difficile da diagnosticare e senza una terapia, che causa l'anoressia dell'animale e addirittura la paralisi.