Non solo Internet è un affaire destinato esclusivamente a giovani e ricchi, ma il suo uso in Italia è tra i più bassi dell'eurozona e al di sotto della media dei Venticinque. Questa l'impietosa sentenza pronunciata dall'Ufficio statistico dell'Unione Europea sull'uso delle nuove tecnologie.
A navigare sulla rete nel primo trimestre del 2004 - si legge nel rapporto Eurostat - è stato il 31% della popolazione italiana a fronte di una media del 47%. L'Italia, in Eurolandia, in base ai dati disponibili (mancano Belgio e Francia), è preceduta solo da Portogallo (29%) e Grecia (20%). Mentre i picchi maggiori nell'uso di Internet sono stati registrati in Svezia (82%), Danimarca (76%), Finlandia (70%), Paesi Bassi (69%), Lussemburgo (65%).
In media nell'Ue-25 ad usare Internet è stato nello stesso periodo il 47% della popolazione compresa tra i 16 ed i 74 anni, con differenze molto ampie tra paesi. Si va infatti dall'82% della Svezia, al 76% della Danimarca e al 70% della Finlandia. Ben piazzate anche l'Olanda (69%) a la Germania (61%).
L'Italia però si rifà con gli studenti che viaggiano on line al 74% contro l'85% dell'Ue-25 e a fronte di una partecipazione a Internet della popolazione lavorativa del 42%, del 29% dei disoccupati e del solo 6% dei pensionati.
In particolare, il ricorso al Web è ormai ampiamente maggioritario tra gli studenti di età compresa tra i 16 ed i 24 anni: l'85% di loro ha utilizzato la rete nei primi tre mesi del 2004.
L'Italia risulta anche uno dei Paesi con il maggior divario tra ricchi e poveri in fatto di utilizzo del cyberspazio. La partecipazione dei redditi più elevati al Web è del 71%, poco sotto al 77% dell'Ue, mentre i redditi medi navigano al 51% e quelli più bassi solo al 13%.
In generale comunque il fattore più vistoso che emerge dallo studio è il forte gap in Europa nell'uso di Internet tra studenti e pensionati. Nell'Unione a 25 Paesi membri ha navigato sulla rete l'85% degli studenti contro il 13% dei pensionati e, in questo contesto, il dato per l'Italia è rispettivamente, 74% contro 6%. Gli altri livelli più bassi sono quelli di Grecia e Lituania (1%), Ungheria e Repubblica ceca (3%), Slovenia (4%), Slovacchia e Spagna (6%).
"Con l'aumentare dell'età spiegano gli esperti Ue - l'uso di computer e Internet diminuisce costantemente, con un forte picco verso il basso a partire da 54 anni, che si spiega in parte con il fatto che le persone in questa fascia di età non hanno la formazione per usare i nuovi strumenti. Inoltre, una porzione significativa di questo gruppo potrebbe aver lasciato il mercato del lavoro e l'accesso professionale alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione".
Appare, invece, meno marcato il gap di accesso e utilizzo delle tecnologie di Internet tra gli occupati e i disoccupati. In media il 60% delle persone con un lavoro hanno usato il web nei primi tre mesi del 2004, contro il 40% di chi era senza occupazione (in Italia rispettivamente 42% e 29%).
I dati Eurostat confermano infine le differenze di penetrazione di Internet a seconda del livello di istruzione. Usa il web il 77% degli europei con un alto livello di istruzione, il 52% di quelli con un livello medio e il 25% di quelli con un livello basso.