Manderemo con un semplice comando via web, da qualunque posto del mondo, l'ordine di innaffiare le piante di casa. È una delle prossime novità del mercato presentate al Flormart/ Miflor, il Salone Internazionale del Florovivaismo di Padova.
Se il giardino è un terrazzo o anche solo un davanzale, il suggerimento è sempre quello, per esempio, di metterci una ''foresta''. A proporlo è un'azienda pugliese, che presenta in fiera una miniforesta di piante orientali (Podocarpus e Pitaya) che in natura raggiungono altezze superiori ai 20metri. Non si tratta però di un bonsai, ma di piante che, grazie all'habitat ridotto, riescono a comprimere le dimensioni fino a 20cm. Se invece si vuole che la casa assuma un' atmosfera ben basta mettere sulla terrazza il bambù, che una ditta giapponese propone con un'altezza massima di 10 cm.
Al problema dei single, ovvero come far convivere il verde con tante assenze da casa, il settore flortecnico dedica a Padova la massima attenzione. Dal vaso a riserva idrica che permette di lasciare le piante incustodite fino a quattro settimane, grazie a un innovativo sistema di fessurazione che razionalizza l'uso dell'acqua impedendo alle radici di marcire, all'annaffiatura, appunto, via Web. Un sistema, quest'ultimo, di gestione dell'irrigazione controllabile dalla rete, con la possibilità di inviare, da qualsiasi posto del mondo, con un semplice comando, l'ordine di innaffiare le piante di casa.
Ma anche la difesa dell'ambiente è nel cuore, come è ovvio, del mondo verde. Infatti per l'irrigazione del giardino arriva il sensore di umidità, una tecnologia che misura il bisogno di acqua del terreno, consentendo l'innaffiatura solo quando il livello di umidità è inferiore a quello prestabilito, e dunque permettendo un risparmio idrico fino al 40%. Una novità antispreco per questa risorsa sempre più preziosa. Inoltre, per i terreni poco drenanti, il sistema evita la creazione di aree troppo umide che favoriscono malattie pericolose per le piante. Ma ci sono anche la miscela minerale non inquinante che solidifica e inibisce la crescita e la germinazione spontanea di infestanti, e l'antilumaca atossico, che mette in fuga uno dei problemi ancora oggi più sentiti dai floricoltori.
Insomma, la fantasia non manca nel florovivaismo e anche nelle aziende italiane, tra le più creative a livello europeo. L'Italia è infatti un 'gigante' nel comparto, seconda solo all'Olanda, e copre un quarto della produzione di fiori e piante della Ue. Il florovivaismo italiano occupa 130mila addetti in 22mila aziende, che diventano oltre 30mila con i settori collegati. Nella crisi generalizzata, il comparto tiene: il saldo import/export , tradizionalmente attivo, è cresciuto nel 2004 del 19%.
Nello stesso anno, sempre secondo i dati forniti al Flormart, le esportazioni italiane di fiori e piante sono salite del 3,8% riavvicinandosi ai livelli del 2002. Sul fronte dei consumi domestici, inoltre, il dato complessivo secondo fonti Ismea è di 2,2 miliardi di euro, con preferenze diverse tra il Sud e il Nord del paese: se in Meridione si è più propensi per l'acquisto di fiori, al Nord si privilegia le piante in vaso.